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Lucio Battisti, moglie e figlio denunciati per calunnia e falsa testimonianza

lucio-battisti-moglie-figlio-querelaLe liti condominiali sono all’ordine del giorno in Italia. Gli italiani, si sa, hanno un bel caratterino e spesso non riescono a tollerare certi atteggiamenti, anche se rientrano nella liceità. Lucio Battisti, compianto cantautore italiano, è morto prematuramente ed ha lasciato la moglie, Grazia Letizia Veronese, e il figlio Luca Filippo. I due vivono da tempo a Rimini e, da qualche anno, sono i protagonisti di una lite condominiale. Casus belli è rappresentato da piccole finestre nel vano scala dell’edificio in via Ramusio.

Finestrelle con vetri oscurati

Dopo tante querele, litigi e controdenunce, la moglie e il figlio di Lucio Battisti sono arrivati davanti ai giudici. La donna è accusata di calunnia verso una vicina di casa; il figlio Luca Filippo, invece, si era già presentato in aula per falsa testimonianza. La diatriba è dovuta alla presenza di finestrelle con vetri oscurati per tutelare la privacy di Lucio Battisti. Le finestre sarebbero state montate nel 1981 e sostituite 7 anni fa perché obsolete.

Una vicina della Veronese e di Battisti sostiene che non c’è stata nessuna sostituzione perché quelle finestrelle non sarebbero mai esistite. La lite era finita in tribunale, dove il figlio di Battisti, un condomino e un operaio avevano confermato la sussistenza, da oltre 30 anni, delle finestrelle nel vano scala. Diversi condomini, però, ritenevano che quelle finestrelle non erano mai esistite, trattandosi quindi di un lavoro ex novo.

Alla fine Luca Filippo Battisti, il condomino e l’operaio sono stati indagati per falsa testimonianza. I 3 si ritroveranno in aula il prossimo 29 marzo 2018. La moglie di Lucio Battisti, invece, aveva denunciato per diffamazione e calunnia la vicina di casa. Questa ha reagito con una controquerela per calunnia. Anche Grazia Letizia Veronese dovrà presentarsi davanti ai giudici. Udienza fissata per il prossimo 24 maggio 2018.

La lite con Mogol

La vedova di Lucio Battisti è stata spesso al centro di questioni ‘spinose’ sul copyright relativo alle canzoni del celebre marito. Come molti sapranno, la donna è ai ferri corti con Mogol. I due sono finiti anche in tribunale ma quello che ha avuto ragione, finora, è stato proprio il celebre paroliere. La Veronese non vuole che le canzoni del marito vengano sfruttate per lucrare.

Molti cantanti italiani, negli ultimi anni, hanno parlato del carattere particolare della signora Veronese. Gianni Morandi, ad esempio, ha detto: ‘Ricordo che mi telefonò chiedendomi di non usare più le immagini del marito, andate in onda mentre veniva eseguita la canzone Pensieri e Parole e di non eseguire canzoni del suo repertorio. Mi chiamò dopo la trasmissione e mi rimproverò, intimandomi di non farlo più’. Ha espresso il suo stupore per l’atteggiamento della moglie di Battisti anche Pupo: ‘Mentre aspettavo un aereo mi telefonò la signora Veronese… Diceva che non mi dovevo permettere più di fare cose del genere, che avrei dovuto interrompere la messa in onda del promo. Cercai di spiegare la perfetta legittimità di quanto andato in onda’.

Maria Grazia Veronese ritiene che ‘Lucio Battisti non avrebbe mai consentito che una sua composizione fosse accostata a una casa automobilistica (Fiat), a un’impresa produttrice di pasta alimentare (Barilla) ovvero, peggio ancora, ad una banca (e che banca: Monte dei Paschi di Siena)’. Chissà se il mondo della musica ha recepito il messaggio?

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