Sclerosi multipla: le cellule progenitrici che aiutano la guaina mielinica

By | 24 febbraio 2018

sclerosi-multipla-studio-guaina-mielinicaLa studiosa Maria Pia Abbracchio e i suoi colleghi hanno fatto una scoperta interessante nel campo della sclerosi multipla. Lo studio condotto sui topi ha permesso di scoprire un gruppo di cellule capostipiti sussistenti nel cervello adulto che, in caso di innesco dovuto alle lesioni neurodegenerative, possono favorire la rigenerazione del tessuto cerebrale. C’è un problema però: la funzionalità delle suddette cellule progenitrici viene annullata in caso di infiammazione del tessuto attiguo.

La guaina mielinica

Dalla ricerca portata avanti dall’equipe di studiosi diretta da Maria Pia Abbracchio, presso l’Università statale di Milano, è emersa così la presenza di cellule ave, ossia quelle che generano la guaina mielinica nel sistema nervoso centrale. Per inciso, la guaina mielinica è quell’involucro che preserva le fibre nervose del sistema nervoso centrale. ‘Nostri studi precedenti avevano dimostrato che una sottopopolazione di questi progenitori porta sulla superficie della membrana un recettore, GPR17, capace di promuovere la loro maturazione a cellule produttrici di mielina, permettendo così la ricostruzione della guaina in malattie neurodegenerative caratterizzate da disfunzioni della stessa e demielinizzazione, quali, ad esempio, la sclerosi multipla, ma non solo’, hanno spiegato Giusy Coppolino e Davide Marangon, co-autori dello studio.

Le indagini proseguono

E’ indubbiamente rilevante la ricerca condotta a Milano sulla sclerosi multipla. Per la prima volta è stata scoperta la presenza di cellule progenitrici che possono ‘dare una mano’ alla guaina mielinica. La funzionalità di tali cellule, però, viene compromessa da un ambiente ostile, ovvero infiammato. La professoressa Abbracchio e gli altri ricercatori proseguono ad indagare in merito nei laboratori. L’obiettivo è creare molecole pro-mielinizzanti selettive per GPR17, che dovrebbero essere coniugate ai medicinali antinfiammatori e immunomodulanti oggi sfruttati per lenire i sintomi della sclerosi multipla.

I sintomi della sclerosi multipla

Ogni zona del sistema nervoso può essere colpita dalla sclerosi multipla. I sintomi, però, non sono univoci. Ognuno può manifestare avvisaglie differenti. Inizialmente la patologia si presenta con sintomi analoghi a quelle di altre patologie, mettendo in difficoltà, talvolta, anche i medici.

Nella maggioranza dei casi, la malattia neurodegenerativa in esame debutta con i seguenti sintomi:

  • stanchezza e difficoltà a muovere gli arti. Ciò ostacola anche lo svolgimento delle attività più semplici
  • ridotta sensibilità agli arti
  • alterazioni alla vista
  • problemi alla vescica o all’intestino
  • paralisi alla faccia
  • vertigini

L’opinione pubblica in genere reputa invalide le persone affette da sclerosi multipla. Questa è una visione distorta. I pazienti infatti possono condurre una vita normale e autonoma. Sebbene non esista una terapia per curare la sclerosi multipla, sono stati ideati trattamenti per contenere l’avanzamento della patologia e i sintomi. Ne consegue che i pazienti possono condurre un’esistenza abbastanza serena.

Camminare e mangiare alimenti sani

Cosa si può fare per migliorare la vita di chi soffre di sclerosi multipla? I medici sono concordi nel ritenere che semplici esercizi, come camminare, andare in bici e mangiare alimenti sani (come frutta e verdura) possono aumentare sensibilmente la qualità della vita dei pazienti. Chi soffre di sclerosi multipla, perciò, non deve temere i dottori, anzi li deve consultare spesso per ottenere indicazioni utili e finalizzate a una vita distesa. Tanti malati possono continuare a lavorare e svolgere le loro attività preferite.

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