Valeria Fedeli politica più ricca d’Italia: quanto guadagna?

By | 18 marzo 2018

valeria-fedeli-riccaIl politico italiano più ricco è la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli. La dem occupa la prima posizione nella classifica delle dichiarazioni dei redditi presentate dai membri del Governo. La ministra dell’Istruzione ha dichiarato per il 2017 182.016 euro, una somma maggiore rispetto al 2016. In seconda posizione c’è Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo economico, che ha dichiarato 166.264 euro. Medaglia di bronzo per Anna Finocchiaro, ministra dei Rapporti con il Parlamento, che ha dichiarato ‘solo’ 151.672 euro. La più ‘povera’ del Governo ormai al tramonto è la ministra della Salute Beatrice Lorenzin, che ha dichiarato 91.888 euro, un po’ meno del collega dell’Interno Marco Minniti (92.260 euro).

Dario Franceschini al quarto posto

La ‘paperona’ tra i politici è proprio Valeria Fedeli, spesso contestata per il suo titolo di studio. La ministra dell’Istruzione, infatti, non avrebbe mai conseguito la laurea. In quarta posizione nella chart dei politici più ricchi c’è Dario Franceschini, ministro dei Beni culturali (145.044 euro); seguono Pier Carlo Padoan, ministro dell’Economia (122.457 euro), e Sandro Gozi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega ai rapporti con l’Ue (115.914 euro). Stranamente, il premier Gentiloni guadagna meno di gran parte dei suoi colleghi: l’anno scorso ha dichiarato 107.401 euro, sempre più dei colleghi Gianluca Galletti e Giuliano Poletti. La sottosegretaria Maria Elena Boschi ha dichiarato 95.971 euro, più del ministro della Giustizia Andrea Orlando (94.709). Tutti gli altri componenti del Governo Gentiloni hanno dichiarato somme inferiori ai 100mila euro.

Il curriculum di Valeria Fedeli

La politica più ricca d’Italia era finita nella bufera a causa del suo titolo di studio, o meglio delle informazioni false inserite nel suo curriculum vitae. La ministra dell’Istruzione aveva menzionato una laurea in Scienze sociali in realtà mai ottenuta. Uno dei primi a svolgere indagini sul trascorso scolastico della Fedeli era stato Mario Adinolfi, direttore de La Croce Quotidiano: “La Fedeli non ha fatto mai manco la maturità, ma solo i 3 anni per fare la maestra. Poi diplomino da assistente sociale, privato. Questo è il nuovo ministro della Pubblica Istruzione che si dichiarava ‘laureata in Scienze Sociali’. Spero che studenti e docenti a ogni incontro la sotterrino di pernacchie”. L’entourage della ministra aveva replicato ai microfoni dell’Huffpost: ‘Lo avevamo già spiegato nei giorni scorsi, lei ha fatto una scuola per conseguire il diploma di maestra nelle scuole materne che dura tre anni’.

Passato da sindacalista

Gli attacchi e le censure avevano lasciato di stucco la stessa ministra Fedeli che, pur confermando di non aver mai conseguito il titolo accademico, aveva difeso il suo trascorso da sindacalista, che le avrebbe impedito di laurearsi. In Italia, a quanto pare, avere una laurea o un diploma non è un requisito per ricoprire l’importante funzione di ministro. Il caso Fedeli lo comprova. La ministra aveva cercato anche di spegnere le polemiche sul suo titolo di studio mediante una lettera di scuse inviata all’Unità: ‘Voglio fare chiarezza: c’è stata, evidentemente, una leggerezza, da parte mia, un errore nella cura e nella gestione del racconto di un passaggio della mia vita, quello del titolo di studio. Ho fatto le scuole per diventare una maestra d’asilo, lavoro bellissimo che ho fatto da giovanissima per qualche anno. Poi ho frequentato, diplomandomi, la scuola che all’epoca formava gli assistenti sociali. Oggi questi percorsi di studio sono completamente cambiati e d’altra parte, per me come per te, la vita ha preso un’altra strada: la passione politica e l’impegno nel sindacato sono state le mie scelte di vita. So che molti tra le lettrici e i lettori dell’Unità hanno compiuto le stesse scelte nel tempo e molti di loro sono stati i miei compagni nella storia, difficile, bellissima e quotidiana, di questo Paese. Di questa leggerezza, di questo errore, mi scuso, con tutte e tutti, soprattutto con coloro che fanno parte del mondo della scuola, dell’università e della ricerca’.

La CGIL

La ministra dell’Istruzione iniziò a muovere i primi passi nella CGIL alla fine degli anni ’70, a Milano. Poi, negli anni ’80, si trasferì a Roma per prestare servizio nelle segreterie dei sindacati del tessile e del pubblico impiego. 6 anni fa lasciò la CGIL per ricoprire l’incarico di vicepresidente nazionale di Federconsumatori. E’ membro del Pd sin dalla sua nascita, quindi è una fervente dem. La stessa ha maturato molta esperienza nel mondo dei sindacati. Una vita intensa nei sindacati che le ha impedito anche di laurearsi. La Fedeli ha riferito che, successivamente al triennio alle superiori, aveva fatto la maestra d’infanzia e ‘il fatto che abbia voluto studiare per altri tre anni alla scuola per assistenti sociali senza averne bisogno, avevo già un’occupazione, dimostra che il gusto della conoscenza l’ho sempre avuto. Poi, ho trovato ostacoli nella mia vita e, dopo l’esplosione del ’68, è arrivato il sindacato. In quegli anni ti assorbiva completamente’.

L’ex Achille Passoni

Alla Fedeli manca la laurea ma non mancano certamente i soldi. C’è di più. Il marito dell’ex dirigente Cgil, è stata moglie di Achille Passoni, un senatore della passata legislatura, anche lui ‘pezzo grosso’ della Cgil. Qualcuno aveva segnalato al Gazzettino che il Governo Renzi aveva commissionato a Passoni un incarico di 120mila euro. In sostanza l’ex della Fedeli avrebbe dovuto svolgere una ‘consulenza d’oro’. La Fedeli è la chiara dimostrazione che il titolo accademico, in Italia, non è la chiave per fare soldi e ricoprire ruoli apicali.

Intervistata sulla sua vita privata e sul ruolo delle donne nella società contemporanea, l’anno scorso Valeria Fedeli aveva detto: ‘La mia vita privata e affettiva è bella: amo molto mio marito, c’è grande rispetto oltre che passione e amore’. La ministra aveva aggiunto che lei stessa e il marito svolgono i lavori domestici, ‘a parte l’aiuto di una persona per qualche ora a settimana. Quando riesco cucino io, ma lui lava i piatti. E la spesa la fa sempre lui’. Sarà pure valida e abile ma è certo che la Fedeli resterà tra i politici italiani più controversi. Quegli attacchi per la laurea mai conseguita avevano lasciato di stucco la Ministra, che ai microfoni del Corriere della Sera, aveva asserito: ‘Posso aver commesso una leggerezza, ma finire sotto accusa in questo modo davvero non me lo sarei mai aspettato. Comprendo tutto, ma sono veramente sconcertata da tanta aggressività’.

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