Argento, una valida alternativa in un momento di grande incertezza

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argento

“Volano i mercati”, “rendimenti a doppia cifra negli asset finanziari”, queste, ed altre frasi entusiastiche frasi ancora, sono state costantemente presenti negli ultimi dodici mesi, dove i risparmiatori, soprattutto negli asset più rischiosi, hanno potuto ottenere dei lauti e consistenti guadagni. Una domanda, però, fa ora capolino nella mente della maggior parte degli investitori, piccoli o grandi che siano: quanto durerà, ancora, questa fase?

Che il periodo delle “vacche grasse”, ovvero di mercati con rendimenti sbalorditivi, sia ormai giunto al termine, lo danno per scontato molti analisti finanziari, che prevedono una correzione nei prossimi mesi o, come sostenuto da diverse società di primo piano, una graduale crescita in un contesto di forte volatilità. Lo scenario rispetto a dodici mesi, è radicalmente mutato.

Aumento dell’inflazione: un bene o un male per chi vuol comprare o vendere argento?

Alla fine del 2020, seppur in contesto particolarmente complesso per i tanti punti interrogativi che accompagnavano la campagna vaccinale, lo spazio per una crescita dei mercati era effettivamente presente, complici il forte storno avvenuto nei mesi immediatamente successivi alla comparsa della pandemia e le politiche monetarie espansionistiche delle banche centrali volte a sostenere le principali economie mondiali.

Ed è proprio quest’ultimo sostegno, da molti esperti definito “chiave” per la crescita dei listini, che potrebbe venir meno nei prossimi mesi. Il forte flusso di liquidità che le banche centrali hanno iniettato negli ultimi dieci anni per risollevare il sistema economico e finanziario dopo la grande crisi dei mutui subprime, aumentato ulteriormente dopo la comparsa del covid, ha provocato un forte aumento dei prezzi e delle materie prime, creando un aumento dell’inflazione come non si vedeva da decenni.

Una situazione che, in un contesto storico “ordinario”, porterebbe le banche centrali ad aumentare i tassi d’interesse, onde evitare che l’inflazione possa provocare problemi ai consumatori. Ad oggi, però, le principali istituzioni finanziarie non sembrano farci troppo caso, preoccupate che le loro mosse possano provocare uno “tsunami” sui mercati finanziari. Qualcosa, però, sta inevitabilmente cambiando.

Dopo averla derubricata come un fenomeno “transitorio”, oggi FED e BCE sono concordi nell’affermare che anche nel prossimo biennio assisteremo ad un aumento dei prezzi. E non escludono di agire nel caso in cui l’inflazione dovesse proseguire a questi ritmi di crescita (+6% nell’ultimo anno). Decisioni che potrebbe mutare, drasticamente, gli scenari sui mercati, provocando anche una correzione piuttosto importante, se non addirittura uno storno di durata non breve.

Perché il valore dell’argento potrebbe crescere nei prossimi mesi

L’incertezza sul futuro è testimoniata da quanto sta avvenendo negli ultimi due mesi, dove i mercati finanziari hanno fatto registrare delle sedute particolarmente negative, recuperate, poi, da giornate di costante e lenta crescita, e dell’aumento del valore dei cosiddetti “beni rifugio”, tra cui spicca l’argento, metallo nobile e prezioso che può essere acquistato o venduto collegandosi direttamente a https://www.mvsgioielli.it/compro-argento-roma/

La crescita del valore dell’argento nell’ultimo mese, come quella avvenuta per l’altro bene rifugio per eccellenza (l’oro), testimonia come i trader e i fondi d’investimento più esperti stanno impostando una tattica particolarmente attenta per il prossimo anno, preferendo di gran lunga questo asset ad altri che, potenzialmente, potrebbero essere travolti da un aumento dei tassi d’interesse o da stime troppo generose fornite dai mercati negli ultimi dodici mesi.

Quanto sia di grande valenza l’argento nelle situazioni di crisi, d’altro canto, lo si è potuto constatare, concretamente, nel corso del 2020. All’inizio dell’anno più nefasto della storia recente dell’umanità, l’argento era quotato attorno a €.18,00. Dopo la comparsa del virus, il valore è schizzato fino a sfiorare €.29,00, per ripiegare poi, nel corso degli ultimi dodici mesi, ad €.21.

Uno storno quasi fisiologico, dovuto in primis, però, ad un quadro economico che non teneva ancora dell’inflazione e della possibilità che le banche centrali potessero mettere in campo una stretta monetaria. Fattori questi ultimi, invece, che potrebbero palesarsi nei prossimi mesi e creare un clima di grande incertezza sui mercati. L’argento, quindi, potrebbe dimostrare nuovamente la propria resilienza ai contesti economici incerti o critici, tornando a macinare aumenti di valore e dimostrandosi di grande supporto in un portafoglio d’investimento ben diversificato.

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