Curiosità

Computer più piccolo del mondo come grano di sale

pc-piccolo-ibmAvrà dimensioni simili a quelle di un grano di sale il computer più piccolo del mondo. A presentarlo sarà la IBM durante la prima giornata di IBM Think 2018, convegno annuale del big dell’hi-tech. Voci di corridoio dicono che la macchina avrà dimensioni spettacolari: ogni lato misura un millimetro e per scoprirne le caratteristiche si dovrà usare un microscopio. Piccole dimensioni non significa basse prestazioni, anzi. Sembra che il computer più piccolo del mondo abbia una potenza simile a quella di un processore x86, uscito circa 30 anni fa. Adesso una domanda sorge spontanea: a cosa serve un pc così piccolo e con prestazioni non proprio esaltanti?

Costerà meno di 10 centesimi di dollaro

Ci sono vari motivi dietro alla scelta di creare e commercializzare un computer grande come un grano di sale, tra cui i costi. IBM spenderà meno di 10 centesimi di dollaro per produrlo. L’apparecchio, inoltre, consentirà di ‘monitorare, analizzare e comunicare i dati raccolti’. Il responsabile della ricerca IBM, Arvind Krishna, ha affermato che l’obiettivo è osservare il pc più piccolo del mondo ‘incorporato in ogni tipo di dispositivo e oggetto che utilizziamo quotidianamente, nel giro di cinque anni’. Il minuscolo pc sarà in grado di monitorare gli spostamenti di qualsiasi cosa, segnalando immediatamente un furto. Sarà insomma un utile strumento per combattere furti e frodi di qualsiasi tipo.

Test sul prototipo

Il pc più piccolo di IBM potrà facilmente archiviare dati e inviarli, come qualsiasi computer più grande. Gli studiosi IBM stanno adesso testando un prototipo. Non si sa adesso quando il pc grande come un chicco di riso verrà commercializzato. Tutto dipenderà probabilmente dall’esito dei test. ‘Queste tecnologie aprono la strada a nuove soluzioni che affrontano la sicurezza alimentare, l’autenticità dei componenti fabbricati, i prodotti geneticamente modificati, l’identificazione di oggetti contraffatti e la provenienza di beni di lusso’, ha aggiunto Krishna. Il piccolissimo pc dotato di diverse centinaia di migliaia di transistor potrà addirittura ‘alimentare’ programmi di intelligenza artificiale di base e quindi potrà essere incorporato anche nei dispositivi intelligenti. Tutto è ancora nelle fasi iniziali, quindi si dovrà attendere ancora molto tempo prima di vedere il pc come un grano di sale in commercio.

Tecnologia blockchain

L’idea di IBM è quella di sfruttare la tecnologia blockchain sul computer più piccolo del mondo. Che cos’è tale tecnologia? Molti ne hanno sentito parlare, recentemente, perché è un fondamento della criptovaluta di Bitcoin e comporta la memorizzazione di record in libri mastri refrattari alle forzature. Questo rende la tecnologia molto importante per gestire la supply chain, in cui la contraffazione e la provenienza rappresentano grossi problemi.

Quando si parla di tecnologia e innovazione non si può trascurare IBM. Il colosso dello Stato di New York, nel 2015, aveva lanciato la versione di chip per computer più potente di sempre. Un chip del genere, a detta dell’azienda americana, dovrebbe favorire la nascita di nuova generazione di pc e apparecchi velocissimi in un futuro non troppo lontano. Come aveva fatto IBM a creare un chip così potente? Sembra che i tecnici abbiano usato transistor di circa 7 nanometri formati da un particolare mix di germanio e silicio, in alternativa del puro silicio. I transistor del futuro, dunque, saranno sempre più piccoli. Transistor più piccoli significa possibilità di raggruppamento in un singolo chip. Tutto ciò sarà determinante per fabbricare pc, laptop e smartphone più veloci. I test che i ricercatori IBM stanno svolgendo in laboratori dimostrano che in futuro potranno essere lanciati anche transistor a 7 nm.

‘Il potere di calcolo ha il potenziale di raddoppiare ogni 2 anni’, diceva Gordon Moore, co-fondatore di Intel. Finora l’assunto di Moore si è rivelato esatto e continuerà ad esserlo anche grazie a IBM. La società lavora su più fronti. Ha in mente di lanciare il computer come un grano di sale e chip sempre più piccoli. E chip più piccoli e potenti porteranno a pc minuscoli, funzionali e performanti. IBM ha lavorato con molte altre aziende per creare il chip più potente al mondo, come Samsung, GlobalFoundries e SUNY (State University di New York). Per portare avanti i test sarebbero stati stanziati 3 miliardi di dollari. ‘Per il business e la società ottenere il massimo dai computer e dai dispositivi di domani, il ridimensionamento a 7 nm e oltre è essenziale’, aveva detto Arvind Krishna, sottolineando che ‘l’innovazione si basa su decenni di ricerca che ha ritmo per l’industria della microelettronica’. Gary Patton di GlobalFoundries aveva spiegato che la pietra miliare sarà essenziale per ‘aiutare a rispondere alle sfide dello sviluppo, fondamentali per produrre una generazione di semiconduttori più piccola, più veloce, più efficiente in termini di costi’.

Il direttore di IBM Research ha rilasciato qualche indiscrezione in un post dell’ultim’ora: ‘Ogni anno presentiamo alcune delle più grandi innovazioni provenienti dai laboratori globali di IBM Research: 5 tecnologie che ci stanno a cuore ridisegneranno radicalmente business e società nei prossimi 5 anni. Questa innovazione è influenzata dalla ricerca che si svolge presso i laboratori IBM, dal lavoro all’avanguardia che si svolge con i nostri clienti e dalle tendenze che vediamo nel panorama tecnico-commerciale’.

Ai microfoni di BGR, Jeff Welser, direttore e vicepresidente del laboratorio per IBM Research – Almaden -, ha riferito che si prevede un forte aumento di robot alimentati ad intelligenza artificiale che monitorano lo stato delle risorse idriche. Ecco, proprio questa è una delle priorità di IBM. ‘Abbiamo scelto di evidenziare il fatto che puoi mettere queste cose negli oceani e nei fiumi e osservare in tempo reale che i batteri iniziano a nuotare. E puoi usarli per capire se sono in salute o c’è qualche problema con l’inquinamento o qualche problema con l’approvvigionamento idrico. Ciò evidenzia che quando diversi tipi di tecnologie si uniscono, in particolare con l’intelligenza artificiale, vengono risolti problemi imprevisti’.

IBM dice che i suoi studiosi stanno realizzando piccoli microscopi autonomi che si possono essere mettere nei bacini idrici per monitorare il plancton, identificare diverse specie e monitorarne il movimento in 3D. I risultati potrebbero essere utili per prevedere minacce all’approvvigionamento idrico. Secondo il colosso americano non ci saranno lenti nei portentosi microscopi ma solo chip imager, come quello di un cellulare, che serviranno a captare l’ombra del plancton mentre nuota sopra il chip stesso.

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