Qualcomm obbligava Apple all’acquisto dei suoi chip

By | 24 gennaio 2018

Qualcomm multata dall'Ue: accordo con AppleNon voleva che Apple acquistasse chip di altre aziende e per evitarlo sborsava molto denaro alla società di Cupertino. Un abuso di posizione dominante bello e buono quello di Qualcomm, che ora è stata obbligata a pagare una multa da circa un miliardo di euro all’Ue. Apple veniva, in sostanza, pagata per non comprare altri chip. Un atteggiamento vietato e disonesto. Margrethe Vestager, commissario europeo alla Concorrenza, ha detto: ‘Pagando somme rilevanti, Qualcomm ha illegalmente tenuto fuori i suoi rivali dal mercato per oltre cinque anni… Questo comportamento ha negato ai consumatori e ad altre società scelta e innovazione’.

Chip: parti fondamentali dei dispositivi mobili

La Commissione europea ha voluto indagare sui chip che servono a smartphone e tablet a connettersi alla rete cellulare, determinanti sia per trasmettere voce che dati. Qualcomm è il principale produttore al mondo di tali componenti-

Sette anni fa, il colosso dei microchip ed Apple avrebbero raggiunto un’intesa in base alla quale la seconda si sarebbe impegnata ad acquistare, in cambio di denaro, solo chip della prima. Tali componenti sono stati inseriti negli iPhone e iPad.

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Non finisce qui: Apple, in base all’accordo, avrebbe dovuto indennizzare Qualcomm se avesse deciso di rifornirsi da un altro produttore di chip.

Multa pari al 4,9% del fatturato annuo di Qualcomm

‘Questo significa che ai rivali di Qualcomm veniva negata la possibilità di competere per il business significativo di Apple, indipendentemente da quanto il loro prodotto fosse buono’, ha asserito la Commissione Ue.

La Vestager ricorda che la multa inflitta a Qualcomm costituisce il 4,9% del suo fatturato annuale.

Qualcomm ha reso noto che presenterà presto un ricorso al Tribunale dell’Unione europea. Don Rosenberg, general counsel dell’azienda di chip ha dichiarato: ‘Siamo certi che l’accordo non violasse le norme antitrust dell’Unione Europea né pregiudicasse il mercato né danneggiasse i consumatori europei. Crediamo che ci siano gli estremi per un riesame del caso e inizieremo subito l’iter dell’appello’.

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