Pier Paolo Pasolini: morte avvolta nel mistero, commemorazione all’idroscalo di Ostia

By | 2 novembre 2016

41 anni fa moriva ad Ostia Pier Paolo Pasolini, uno dei più grandi scrittori, registi, poeti, drammaturghi e sceneggiatori italiani. A distanza di molti anni, ancora la morte di Pasolini è avvolta dal mistero. C’è chi ha pagato (Pino Pelosi), è vero, ma ci sono ancora tanti punti da chiarire riguardo a quella notte all’Idroscalo di Ostia.

Quel processo di degradazione dell’Italia non è terminato

In occasione del 41esimo anniversario della morte del grande intellettuale italiano, è prevista una grande commemorazione proprio nel luogo dell’uccisione, trasformato in un giardino letterario che viene custodito e pulito da molti volontari. Chissà cosa direbbe Pier Paolo se vedesse l’Italia di oggi. Prima di morire, il poeta e regista italiano non ebbe remore nell’affermare che l’Italia si stava adattando alla sua degradazione. L’intellettuale attaccò con molte sue opere il Palazzo, i potenti, coloro che traevano profitto sulle spalle del popolo. Forse Pasolini dava fastidio a qualcuno, o a molti.

Sono passati 41 lunghi anni dall’omicidio di Pier Paolo Pasolini e, certo, non si può affermare che il processo di adattamento alla degradazione sia terminato. Le parole dello scrittore erano senza dubbio profetiche. Uomo colto, arguto e poliedrico, Pier Paolo Pasolini studiò all’università di Bologna, si laureò ed insegnò. Una figura affascinante e contraddittoria quella di Pasolini, oggetto di tantissimi dibattiti, libri e film. Il romanziere bolognese aveva la capacità di descrivere benissimo l’epoca in cui viveva, con tutti i suoi pregi e difetti: lo testimoniano opere come “Ragazzi di vita” e “Una vita violenta”.

Provocazione e impudicizia

Pier Paolo Pasolini aveva senza dubbio una vena provocatoria e le sue opere furono criticate da molti, giudicandole oscene. Film come “Accattone” e “Vangelo Secondo Matteo” esemplificano la portata di un intellettuale italiano morto troppo presto, un Maestro che avrebbe potuto dare ancora molto alla letteratura e al cinema italiano. Nessuno saprà mai veramente quello che accadde la notte tra il 1 e 2 novembre 1975 all’idroscalo di Ostia.

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