Se fumi potresti diventare sordo: rischio aumenta del 60%

By | 15 marzo 2018

fumo-perdita-udito-Il rischio di diventare sordo, per un fumatore, è superiore del 60% rispetto a chi non fuma. Lo suggerisce una recente ricerca giapponese. Chi vuole preservare il proprio udito, dunque, dovrebbe abbandonare il vizio del fumo. Gli studiosi hanno anche scoperto che il rischio di diventare sordi diminuisce molto quando i fumatori rinunciano alle ‘bionde’. Il risultato è stato ottenuto dopo un’analisi accurata dei dati relativi ad oltre 50mila persone. Un altro fattore, dunque, si aggiunge alla lunga lista di pericoli derivanti dal fumo.

Niente sigarette per evitare la sordità

Il mondo della scienza, dopo aver provato che le sigarette possono danneggiare il cuore, i polmoni e provocare gravi malattie come il tumore, ha scoperto il nesso tra fumo e perdita dell’udito. In verità, tale legame era già stato sostenuto, anni fa, da autorevoli ricercatori. In passato sono stati condotti studi simili a quello portato avanti di recente in Giappone. Gli esperti hanno trovato una certa correlazione tra sigarette e sordità ma non ne conoscono il motivo. L’equipe nipponica ha osservato una maggiore perdita dell’udito tra i fumatori rispetto ai soggetti che non hanno mai fumato una ‘bionda’.

Il fumo di sigaretta aumenterebbe il rischio di perdere la capacità di sentire chiaramente tra il 20% e il 60%. La diminuzione dell’udito è perdurata anche dopo l’eliminazione di fattori che avrebbero potuto falsare i risultati, come l’esposizione al rumore professionale. Il responsabile della ricerca giapponese, Huanhuan Hu, ha spiegato che lo studio ‘fornisce prove evidenti del fatto che il fumo è un fattore di rischio indipendente di perdita dell’udito. I risultati sottolineano la necessità di controllare il tabacco per prevenire o ritardare lo sviluppo della perdita dell’udito’.

Calo di fumatori nel Regno Unito

Durante la sperimentazione, gli esperti hanno constatato che il fumo influenzava sia la capacità di sentire i suoni ad alta frequenza che quelli a bassa frequenza. La correlazione con la perdita d’udito ad alta frequenza era però più accentuata. Nel Regno Unito, la scorsa estate, avevano detto che nella nazione si era registrato un forte calo di fumatori: nel 2016 circa 600mila adulti hanno abbandonato le sigarette. Ogni anno, in Gran Bretagna, il tabagismo è alla base di circa 120mila morti.

In Italia e in altre nazioni, molti fumatori hanno lasciato le classiche ‘bionde’ ed hanno iniziato a fumare le sigarette elettroniche, ossia apparecchi alimentati a batteria contenenti nicotina. Le e-cig sono veramente più salutari delle sigarette tradizionali? Recenti studi hanno suggerito che l’utilizzo prolungato di tali dispositivi può favorire il tumore le patologie cardiovascolari.

Studio ‘piuttosto convincente’

Lo studioso Marvin M. Lipman asserisce che la risultanza dello studio giapponese ‘è piuttosto convincente, ma diverse limitazioni rendono lo studio meno definitivo’. Lipman ha osservato che gli esperti nipponici non avevano, ad esempio, molte informazioni sulla tipologia e il livello di rumore sul luogo di lavoro dei volontari, quindi non erano in grado di spiegare correttamente i possibili effetti sull’udito. Non solo: quasi tutti i volontari erano uomini.

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‘Questi risultati potrebbero non essere applicabili alle donne’ afferma la studiosa Sharon Curhan, medico ed epidemiologo al Brigham and Women’s Hospital e alla Harvard Medical School. La Curhan ha anche fatto notare che la perdita dell’udito dei partecipanti allo studio giapponese non era stata rilevata con test sofisticati. ‘Test più sensibili avrebbero potuto fornire informazioni più affidabili su fumo e perdita dell’udito’, argomenta l’esperta.

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