20 anni dalla morte di De André, la vita e le canzoni più belle

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Fonte Foto: famiglia cristiana.it

Sono già passati 20 anni da quando Fabrizio De André ci ha lasciati. Infatti, l’11 gennaio 2019 ricorrerà l’anniversario della sua morte. Fabrizio De André morì nel 1999 in una uggiosa giornata milanese, consumato oramai da una di quelle malattie che non vorresti mai vivere e dover affrontare. De André, con la sua morte, lasciò un vuoto incolmabile nel panorama musicale e dello spettacolo. Il Faber, così veniva chiamato, non era molto amato o apprezzato, ma anche chi non era un suo grande ammiratore quel giorno avrà avuto un velo di tristezza sul volto.
Fabrizio De André ha fatto breccia nel cuore dei suoi fan per le sue canzoni dall’ombra scura, ma piene di amore, passione e sentimento.

Gli speciali dedicati a Fabrizio De André

Nel giorno del ventennale della sua morte molti sono gli speciali e gli eventi che saranno dedicati a Fabrizio De André. Il 10 gennaio 2019, Vincenzo Mollica condurrà dalle ore 20,30 lo speciale di Rai 1 ‘Parole e Musica di un Poeta‘, ripercorrendo la copiosa carriera del cantautore genovese. Durante lo speciale saranno mandati in onda video dell’epoca con interviste, dichiarazioni dei suoi più grandi colleghi e amici, facendoci rivivere le esibizioni più note delle sue più belle canzoni. Oltre a tante città, anche Genova, l’11 gennaio 2019, ricorderà la memoria di Fabrizio De André a 20 anni dalla sua morte. L’evento in programma delle ore 15,00 nel Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale avrà il titolo Il mio fabrizio. Nella giornata dedicata a Faber saranno presenti Dori Ghezzi e suo figlio Cristiano De André, inoltre agli amici di sempre o ha chi lo ha stimato come Gino Paoli, Neri Marcorè, Fabio Fazio e inoltre Antonio Ricci, Morgan, Mauro Pagani e Luca Bizzarri, attuale Presidente di Palazzo Ducale.

Fonte foto: ilcorrieredellumbria.it

Il cantautore né poeta né cretino

Fabrizio De André giocava molto con le parole, soprattutto quando veniva intervistato o quando gli veniva chiesto un parere. Giocava con la sua persona e con tutto quello che rappresentava per gli italiani pro o contro se stesso. E’ lo stesso Faber che si definiva un vero cantautore e ironicamente lo disse attraverso una frase passata poi alla storia: “Benedetto croce diceva che fino all’età dei 18 anni tutti scrivono poesie , dai 18 anni in poi rimangono a scriverle due categorie di persone: i poeti e i cretini, quindi io precauzionalmente preferirei considerami un cantautore.

Fabrizio De André ha sempre difeso i suoi principi e soprattutto le minoranze politiche e etniche e lo ha fatto sempre nei suoi testi, come ad esempio nel Fiume Sand Creek, La guerra di Piero o Il Bombarolo.
Nei suoi testi Faber esprime tutti i suoi più sentimenti scuri e profondi e nel tempo ha affrontato moltissime volte il tema della morte, soprattutto la morte intesa come quella psicologica, morale o mentale che una persona comune può incontrare più volte, così come quando si perde un amico, un lavoro. Fabrizio De André rimase molto colpito dalla morte del collega e amico Luigi Tenco e da ritorno dal suo funerale scrisse Preghiera in gennaio.

L’amore e la svolta di De André

Dopo aver scritto una ventina di canzoni già, Fabrizio De André ebbe come un blocco, almeno a livello di vendite. Addirittura, il cantautore stava pensando di riprendere gli studi per diventare avvocato, ma non calcolò che c’era un’artista che non voleva che si stoppasse il suo percorso da musicista. Fu così che Mina, già da anni all’apice del suo enorme successo, reinterpretò magistralmente La canzone di Marinella, dando un nuovo slancio a Faber, che decise di continuare la sua avventura più grande.
Fabrizio De André gioca molto con l’amore, egli è un vero amatore, un passionale e sentimentale. Come da egli stesso dichiarato, Fabrizio De André si riconosce molto nella canzone Bocca di Rosa.
Il poeta genovese ha cercato di essere nei suoi 20 anni di carriera semplicemente un uomo ed esprimere con la sua arte tutto quello che nella sua esistenza un uomo può provare e sperimentare. De André narra le esperienze di vita attraverso la sua musica, le sue parole e la sua poesia. Faber racconta la vita tramite La ballata dell’amore cieco, Amore che vieni amore che vai, Il testamento di Tito e ancora attraverso i suoi successi La ballata del Michè, Un matto, Un giudice o Un blasfemo passando per Verranno a chiederti del nostro amore o Creuza de mä.

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