50% laureati italiani lavora dopo 3 anni dal titolo: peggio solo Grecia

By | 7 gennaio 2016

Laureati italiani: uno su 2 lavora dopo 3 anni dalla laureaIl 50% dei laureati italiani riesce a lavorare solo dopo 3 anni dal conseguimento dal titolo. Peggio dell’Italia solo la Grecia. Lo dicono le recenti statistiche diffuse da Eurostat

 

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Il Belpaese, dunque, è maglia nera assieme alla Grecia in tema di occupazione dei laureati. In Italia un laureato su due (52,9%) lavora solamente dopo 3 anni dopo aver ottenuto il titolo. Grecia e Italia fanno registrare pessimi risultati in tal senso e ciò spiega perché la maggior parte dei laureati di tali nazioni emigra dopo il conseguimento dell’ambito titolo.

I diplomati si trovano in una situazione addirittura peggiore dei laureati, poiché solamente il 30,5% del totale lavora dopo 3 anni dal conseguimento del diploma. Chi ha un diploma professionale, invece, ha più probabilità di trovare un lavoro (il 40,2% lavora a 3 anni dal titolo).

Stando ai dati relativi all’anno 2014, in Italia lavora il 45% dei soggetti tra i 20 e i 34 anni che hanno concluso un iter formativo. La percentuale è di gran lunga inferiore alla media europea; basti pensare che in Germania lavora il 90% dei soggetti che hanno terminato gli studi e in Gran Bretagna l’83,2%.

In Italia, dunque, se la passano male sia i diplomati che i laureati, che non riescono subito a trovare un lavoro, e forse non lo troveranno mai se non si recano in altre nazioni europee o negli Usa. E’ triste questa situazione, non pensate? Crescere un figlio, educarlo, fargli frequentare buone scuole e poi vederlo andare via perché la sua nazione non è in grado di farlo realizzare sul versante del lavoro.

Fattori che hanno peggiorato la situazione occupazionale dei laureati e disoccupati italiani sono stati la crisi economica e la normativa che non ha lasciato andare in pensione la categoria di lavoratori più anziani.

Tirando le somme, comunque, i laureati italiani riescono prima a trovare lavoro rispetto ai diplomati, anche se la percentuale di dottori occupati è ancora inferiore rispetto alla media europea. Che peccato!

 

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