Ruba banane in sagrestia: parroco di Alghero lo denuncia

By | 9 ottobre 2016

Un 42enne di Alghero, in provincia di Sassari, è stato denunciato da un parroco perché aveva rubato 2 banane, del vino e diverse scatolette di tonno nella sagrestia della chiesa di Santa Maria Goretti. L’episodio è avvenuto il 15 giugno del 2014. Il parroco non si è mostrato molto caritatevole ed ha denunciato il disoccupato di Alghero.

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Bottino di pochi euro ad Alghero

Lo scorso 7 ottobre è iniziato il processo, dinanzi al magistrato Silvia Guareschi, relativo al furto di cibo nella sagrestia della chiesa di Santa Maria Goretti. Secondo l’ex parroco della chiesa di Alghero, il 42enne era in bici ed entrò in sagrestia dalla finestra; poi rubò vino, tonno e 2 banane. Un bottino di pochi euro. Dov’è finita la commiserazione religiosa? Quel parroco non ha avuto remore nel denunciare quel disoccupato che, probabilmente, aveva fame ma non poteva comprarsi il cibo. Roberto Pais, adesso, dovrà vedersela con la giustizia: gli è costato caro rubare tonno, banane e vino. Certo, se il parroco Antonio Coppola, 53 anni, avesse chiuso un occhio oggi il 42enne non rischierebbe una condanna per furto. Questa volta si è trattato di un furto dettato dalla fame. Pais, quando ha visto quegli alimenti in sagrestia, non ha saputo resistere.

La carità, a quanto pare, non è di casa nella chiesa di Alghero. Perché l’ex parroco della chiesa di Santa Maria Goretti ha denunciato quell’uomo affamato? Da un religioso come lui ci si sarebbe aspetto un avvertimento pastorale o, al massimo, una paternale costruttiva del tipo “non rubare più”. Il prete, invece, non è stato comprensivo e, senza indugi, ha sporto denuncia. Forse, il religioso era stanco dei continui furti nelle chiese sarde ed ha voluto punire il 42enne per tutti; insomma ha fatto diventare il ladro una sorta di capro espiatorio. Chissà? Negli ultimi anni, del resto, sono balzati spesso agli onori delle cronache furti commessi nelle chiese.

Il ladro di Alghero aveva fame

Sempre 2 anni fa, poco prima di Natale, il parroco della chiesa di San Francesco da Paola, a Cagliari, presentò denuncia dopo aver scoperto che ignoti avevano rubato le offerte contenute in un cassetto, vicino al presepe. I luoghi di culto, insomma, stanno diventando le mete preferite dei ladri italiani. Rubare denaro e, magari, danneggiare oggetti e strutture è diverso dal furto di 2 banane, qualche scatola di tonno e del vino, non pensate? Si tratta sempre di appropriazione indebita di cose altrui, per carità, ma è necessario valutare anche il contesto in cui è avvenuto il furto. Il ladro di Alghero aveva fame e, poiché senza lavoro, non poteva acquistare alimenti.

La comunità di Alghero, 2 anni fa, è rimasta allibita per la decisione del parroco. L’altro giorno si è tornati a discutere della vicenda perché Pais si è dovuto presentare davanti al giudice per la prima udienza. Chi ruba sbaglia, per carità, ma chi ruba per fame meriterebbe un’indulgenza senza pena da parte della vittima, specialmente se si tratta di un soggetto che indossa l’abito talare. Il parroco di Alghero non si è intenerito neanche quando il 42enne gli ha detto che aveva rubato per fame e che le banane e il tonno gli erano sembrati un “ben di Dio”. Il sacerdote è stato irremovibile e non ha ritirato la querela. Alla faccia della carità cristiana!

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