Allarme cozze contaminate dalla salmonella: Asur ne vieta il consumo

By | 23 settembre 2017

Salmonella nelle cozze, frutti di mare ritirati in ItaliaLa salmonella torna a colpire in Italia. Stavolta il bersaglio è rappresentato dalle cozze, molluschi amati da tanti italiani. Asur ha annunciato che non devono assolutamente essere consumati molluschi bivalvi vivi della specie Mytilus Galloprovincialis, derivanti dall’allevamento Portonovo Cooperativa Fra Pescatori Srl. Il Comune di Ancona ha chiarito mediante un comunicato che ‘i mitili non sono considerati sicuri per il consumo umano diretto, per cui si ritiene utile intervenire ai fini della Sicurezza Alimentare con il declassamento temporaneo. Si sottolinea che il produttore è tenuto a ritirare il prodotto già in commercio’. Chiunque abbia acquistato tali cozze non deve assolutamente mangiarle. Bisogna invece riportarle subito nel punto vendita dove sono state acquistate. Mangiare tali frutti di mare significa correre il rischio di contrarre la salmonellosi, ovvero un’infezione determinata dal batterio salmonella. Negli ultimi tempi, le autorità sanitarie italiane hanno lanciato l’allerta salmonella più volte. Il batterio infatti ha contaminato vari alimenti.

A quale specie appartengono i batteri della salmonella?

Cozze con salmonella. E’ psicosi, in Italia, tra gli appassionati del frutto di mare con conchiglia oblunga nera. Il ritiro dei mitili provenienti dall’allevamento Portonovo Cooperativa Fra Pescatori Srl è dovuto proprio alla presenza dei batteri della salmonella. Non si conosce la specie a cui appartengono tali batteri. Rammentiamo che le principali sono Salmonella Paratyphi, Salmonella Choleraesuis, Salmonella Typhi, Salmonella Typhimurium e Salmonella Enteriditis.

Le specie di salmonella possono ‘assalire’ l’intestino di diversi animali, anche se alcune hanno particolari predilezioni. I batteri della salmonella sono presenti in tutti posti, specialmente dove le condizioni igienico-sanitarie sono precarie.

Salmonellosi: come si contrae?

Non bisogna mangiare le cozze prodotte dall’azienda italiana perché contengono il batterio della salmonella. La salmonellosi, infatti, si trasmette mangiando alimenti contaminati e venendo a contatto con portatori sani. Importanti fonti di infezione possono essere anche animali selvatici e domestici, come polli, gatti, cani e suini.

La maggiore via d’infezione della salmonellosi è quella orale. Mangiando o bevendo sostanze infettate dal batterio della salmonella, dunque, si rischia di beccarsi la salmonellosi.

I cibi con salmonella, se consumati, possono diventare seriamente pericolosi per le persone vulnerabili, come bimbi, anziani e soggetti immunodepressi. Chi gode di buona salute, invece, avverte solitamente disturbi come nausea, vomito e diarrea. Nulla di più.

Alimenti più a rischio contaminazione

Ci sono alimenti che, generalmente, rischiano maggiormente di essere contaminati dal  batterio della salmonella. Eccone alcuni:

  • pesce e frutti di mare (cozze e vongole)
  • uova e prodotti a base d’uova (ad es. gelati)
  •  carne e derivati della carne
  • latte crudo non pastorizzato e derivati del latte
  • pollame e derivati del pollame cotti in maniera erronea
  • salsiccia cruda

Bisogna fare molta attenzione a cosa si mangia. La salmonellosi è particolarmente insidiosa perché i cibi contaminati dal batterio della salmonella non mutano le loro caratteristiche organolettiche, quindi la loro conformazione, il loro odore e gusto non mutano. E’ praticamente impossibile accorgersi, a vista, della contaminazione di un cibo.

Come evitare la contaminazione

Per ridurre il rischio di beccarsi la salmonellosi occorre seguire le comuni regole igienico-sanitarie (ad es. lavarsi le mani di preparare e cuocere gli alimenti) e cuocere i cibi di origine animale e i frutti di mare come, appunto, le cozze. Un’adeguata cottura, infatti, garantisce l’annientamento del batterio.

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