Allarme tonno in scatola ‘Algarve’, tossico per istamina

By | 20 luglio 2017

Tonno Algarve ritirato per eccesso di istaminaNuovo allarme tonno in scatola. Stavolta a finire sul banco degli imputati è il tonno all’olio di girasole Algarve. Da un comunicato del Ministero della Salute si evince che il prodotto è stato ritirato dal commercio per la presenza di istamina. Tale tonno, dunque, è altamente tossico. Non va mangiato ma riportato subito nel negozio dove era stato acquistato. Il lotto di produzione incriminato è ‘L1588C’. Non va assolutamente consumato, perciò, il tonno di marca Algarve contenuto nelle scatolette da 80 grammi. Il Ministero ha sottolineato che si rischiano reazioni allergiche anche gravi. Nello specifico, il rischio è descritto ‘chimico’. L’avviso è stato pubblicato nella sezione del sito del Ministero riservata alle allerte alimentari. Non è la prima volta, nelle ultime settimane, che viene lanciata l’allerta tonno tossico. Risale al 29 giugno 2017, ad esempio, all’avviso del richiamo del ‘filone tonno pinne gialle qualità extra taglio misto’, prodotto dall’azienda spagnola Trivaris S.L. Anche in tal caso, il richiamo era dovuto alla cospicua presenza di istamina.

Il nemico è l’istamina

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Il tonno è un alimento buono e salutare ma bisogna fare attenzione a quello in scatola. Negli ultimi mesi sono balzati agli onori delle cronache molti casi di scatolette di tonno intossicato. Nella maggioranza dei casi, il nemico è rappresentato dall’istamina, sostanza che si forma a causa del deterioramento dell’istidina, aminoacido che può trovarsi anche nella carne di alcuni pesci ed è responsabile della sindrome sgombroide. L’istamina è in grado di resistere al calore e può intossicare non solo il tonno ma anche pesci come sardine, acciughe e sgombri. Chi è in possesso di qualche scatoletta di tonno Algarve appartenente al lotto incriminato, segnalato sul sito del Ministero della Salute, deve assolutamente riportarlo nei punti vendita se vuole evitare la sindrome sgombroide. Tale disturbo si manifesta generalmente con sintomi come cefalea, prurito, arrossamenti, diarrea, nausea e vomito. I sintomi si possono manifestare sia poco dopo aver consumato l’alimento tossico che nell’arco di qualche ora. Chi crede di essere stato colpito dalla sindrome sgombroide deve subito recarsi al Pronto soccorso o dal proprio medico di fiducia, che somministrerà cortisone e medicinali sintomatici.

Italiani grandi consumatori di tonno in scatola

Le recenti segnalazioni di scatole di tonno intossicate hanno rappresentato dei veri e propri guai per gran parte degli italiani, grandi consumatori di tonno in scatola. Forse non tutti sanno che gli italiani sono tra i più grandi consumatori al mondo di tonno: in Europa sono battuti solo dagli spagnoli. Secondo recenti stime, ogni italiano consuma 2,2 kg di tonno l’anno; uno spagnolo, invece, ne consuma 3,1 kg. Il 92% delle famiglie italiane acquista il gustoso alimento, che viene usato in diversi modi: nella pasta, nel riso, nelle insalate, etc.

Qual è la tipologia di tonno più apprezzata dagli italiani? Quello all’olio di oliva, nel tipico vasetto di vetro da 250 grammi. Negli ultimi anni sono aumentate anche le vendite di tonno al naturale. Certo, i recenti casi di istamina nel tonno provocheranno una flessione nelle vendite. Molte persone opteranno per altri alimenti per scongiurare la sindrome sgombroide ed altre intossicazioni.

Pericoli di intossicazione, mercurio e sindrome sgombroide a parte, è indubbio che gli italiani siano tra i più grandi ammiratori del tonno al mondo. I dati diffusi dalla Doxa, un paio di anni fa, parlavano chiaro: il 94% dei cittadini del Bel Paese consuma tonno abitualmente; il 50% almeno una volta a settimana e il 25% tra le 3 e le 5 volte a settimana. Gli italiani, insomma, sono dei veri ‘tonno addicted’.

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