Altero Matteoli è morto in un incidente stradale: ex ministro

By | 18 dicembre 2017

Politica Altero Matteoli morto incidenteL’ex ministro delle Infrastrutture del Governo Berlusconi, Altero Matteoli, è morto in un violento incidente stradale sull’Aurelia, nei pressi di Capalbio. Il dramma è avvenuto oggi pomeriggio in un tratto in  cui la carreggiata si restringe improvvisamente. Il politico 77enne era a bordo della sua BMW. Lo schianto frontale con una Nissan è stato potente e non ha lasciato scampo all’ex ministro. Gravi anche le persone a bordo dell’altra vettura, che sono state subito trasportate all’ospedale. Sembra che una donna stia lottando tra la vita e la morte al nosocomio di Siena.

Vigili del fuoco hanno estratto il corpo dalle lamiere

Un altro incidente mortale sulla via Aurelia. A morire sulla strada, stavolta, è stato l’ex ministro Matteoli. I vigili del fuoco, subito arrivati sul luogo dell’incidente stradale, hanno estratto il corpo del politico dalle lamiere.

Gli operatori del 118 hanno tentato, invano, di rianimare Matteoli sul posto. Durante l’audizione del ministro Padoan, Pierferdinando Casini ha annunciato la funesta notizia: ‘Il presidente Brunetta ci ha dato una notizia molto grave: il senatore Altero Matteoli è deceduto in seguito a un’incidente d’auto molto grave. E’ un amico grande di tutti noi. Siamo molto rattristati’.

Altero Matteoli fu anche sindaco di Orbetello

Altero Matteoli era originario di Cecina (Livorno) ed era stato anche sindaco di Orbetello dal 2006 al 2011. Iniziò a muovere i primi passi nel mondo della politica al fianco del MSI; poi entrò nelle file di Alleanza Nazionale.

E’ molto angosciato per la morte di Matteoli anche il sindaco di Capalbio, Luigi Bellumori: ‘Voglio esprimere prima di tutto le mie condoglianze. Ci conoscevamo e abbiamo collaborato su alcuni progetti quando è stato sindaco di Orbetello’.

La condanna per corruzione

Non era un bel periodo per Altero Matteoli, visto che lo scorso settembre era stato condannato a 4 anni per lo scandalo Mose. L’accusa, pesante, era di corruzione.

Prima del ritiro dei magistrati del tribunale di Venezia in camera di consiglio, quindi prima della sentenza, l’ex ministro delle Infrastrutture aveva detto: ‘Non ho mai preso soldi, non sono un corrotto’.

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