Amputate braccia e gambe per la sepsi: credeva fosse raffreddato

By | 22 ottobre 2017

Amputazione degli arti per una sepsi: Chris ha sfiorato la morteSentiva freddo e credeva avesse un semplice raffreddore. Non aveva quell’innocuo malessere, ma qualcosa di terribile: la sepsi. E’ drammatica la storia che vede protagonista Chris Garlick, un 46enne del Galles che, per salvare la sua vita, ha dovuto accettare l’amputazione di gran parte dei suoi arti inferiori e superiori. Oggi Chris, padre di 3 figli, è privo di gambe e di un braccio. L’altro arto superiore è amputato parzialmente. Il 46enne sentiva freddo e pensava di essere stato colpito dal solito raffreddore. Magari! A bersagliarlo, invece, era stata un’insidiosa sepsi e se i suoi arti non fossero stati amputati sarebbe probabilmente morto. I medici, a detta di Chris, avevano detto alla moglie Karran che erano basse le probabilità di sopravvivenza. Nonostante la sua vita, adesso, non sia semplice, Chris ringrazia i medici che gli hanno salvato la vita e sua moglie, per il suo grande sostegno. ‘Sono tanto grato a mia moglie perché ha passato momenti veramente terribili’, ha rivelato il 46enne, padre di 3 bimbi di 10, 8 e 5 anni.

Chris non riusciva più ad alzarsi dal letto

Un uomo britannico ha perso quasi tutti gli arti a causa della sepsi ma è in vita. Chris non può più compiere le più semplici attività quotidiane ma è contento perché è riuscito a restare insieme alla moglie e ai suoi 3 figli. Garlick è un uomo coraggioso e ottimista. ‘Sarò nuovamente padre e marito’, ha detto recentemente.

I fatti risalgono allo scorso 15 luglio. Chris, che gestisce una clinica di chiropratica a Cardiff, insieme alla moglie Karran, aveva iniziato a sentire freddo, a percepire quelli che sembravano i tipici sintomi influenzali. La situazione era peggiorata. Il giorno successivo il 46enne era rimasto a letto. Non riusciva ad alzarsi.

‘Domenica mattina mi sentivo veramente male. Dovevamo portare i bimbi a nuoto, ma avevo detto di non riuscirci. I piccoli erano così  rimasti a casa, a guardare un film’, ha rivelato Chris.

La 41enne Karran era entrata in camera da letto e si era accorta subito che la temperatura corporea di Chris era aumentata notevolmente. L’uomo era così debilitato che non riusciva nemmeno ad alzarsi dal letto per recarsi in bagno e rinfrescarsi.

Il 46enne ha affermato che, prima di perdere conoscenza, era così debole da non riuscire a camminare e sentiva un forte mal di testa. Karran, che aveva appena iniziato un corso di formazione per infermieri, aveva riconosciuto i sintomi e, per questo, si era messa in contatto con gli operatori sanitari. Chris era stato subito trasportato in ospedale con un’ambulanza. I medici del Royal Gwent Hospital di Newcastle l’avevano sottoposto a una terapia antibiotica e collegato ad apparecchi per aiutare la respirazione.

Vicino alla morte

‘Alle quattro stava parlando con me e alle sei era vicino alla morte, letteralmente. Per quattro giorni mi avevano detto che stava per morire. Mi preparavano al peggio’, ha affermato la compagna del paziente.

I medici erano riusciti a stabilizzare Chris, che però era rimasto in coma per un paio di settimane. L’uomo aveva contratto i batteri meningococcici, responsabili della sepsi, ovvero una condizione pericolosa per la vita che si presenta quando la risposta del corpo all’infezione provoca lesioni a organi e tessuti.

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