Astici vivi sul ghiaccio e con chele legate provano dolore

By | 16 giugno 2017

Astice sul ghiaccio con chele legate configura reato maltrattamento animaliA tutti sarà successo, almeno una volta, di recarsi in un ristorante e notare degli astici od altri crostacei sul ghiaccio e con le chele legate in un acquario. Ebbene, d’ora in avanti, i ristoranti che tratteranno in tal modo tali animali rischieranno una multa salata. Lo ha statuito nelle ultime ore la Corte di Cassazione, secondo gli astici vivi sul ghiaccio e con le chele legate provano dolore. Trattare i crostacei in tal modo, secondo la Suprema Corte, configura il reato di maltrattamenti.

Ristoratore dovrà risarcire Lav

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Un ristorante di Campi Bisenzio dovrà risarcire la Lav con cinquemila euro perché avrebbe tenuto crostacei sul ghiaccio e con le chele legate prima di cucinarli. I giudici della Cassazione hanno stabilito che il reato di maltrattamento di animali, contemplato dall’art. 727 del codice penale, si configura anche quando i crostacei vengono conservati inappropriatamente, con le chele bloccate e sul ghiaccio. La sentenza recita: ‘E’ un conto cucinarli quando sono ancora vivi (considerata una consuetudine sociale) altro è conservarli in modo da arrecare loro sofferenze causate dalla detenzione’.

Gli ermellini hanno aggiunto che non può assolutamente essere reputata una ‘consuetudine socialmente apprezzata’ tenere i crostacei a temperature così basse, in modo da causare loro sofferenze, qualora ci siano modalità per conservarli dignitosamente. La Cassazione, dunque, ha confermato la condanna inflitta a un ristoratore di Campi Bisenzio che era stato denunciato perché conservava astici vivi e granchi sul ghiaccio, con chele legate.

Tutti gli esseri viventi soffrono

La decisione della Cassazione fa esultare gli animalisti della Lav, secondo cui tenere i crostacei a temperature prossime allo zero, con le chele legate, configura certamente il reato di maltrattamento di animali. A denunciare l’imprenditore toscano era stato proprio un membro della Lav, che aveva notato gli astici tenuti in maniera indicibile nei frigoriferi. La Lav ha sottolineato più volte che anche i crostacei provano dolore e lo ricordano, modificando di conseguenza il loro comportamento. Gli animalisti erano patrocinati dagli avvocati Beatrice Perugini e Raffaella Sili.

La recente sentenza della Cassazione dovrà servire da pungolo, per le forze dell’ordine, ad eseguire maggiori accertamenti nei ristoranti italiani, visto che la pratica di tenere crostacei sul ghiaccio è molto diffusa. Si attende anche un’azione parlamentare in merito. La turpe consuetudine di molti ristoratori va senza dubbio vietata con una legge. I crostacei provano dolore se trattati in un certo modo quindi vanno puniti tutti coloro che li fanno soffrire.

Terminiamo questo articolo con le parole proferite da Nestor Grojewski, chef italiano di origini polacche, che solitamente cucina astice: ‘Tutti gli esseri viventi soffrono quando vengono uccisi. I pesci si contorcono quando abboccano all’amo. Uno dei ricordi più scioccanti della mia infanzia, nella campagna vicino a Pozdam, è la mattanza di maiali. Gridavano come bambini. Non solo nel momento in cui li sgozzavano, ma cominciavano prima, tre minuti prima, perché avevano capito’.

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