Esteri

Attentato in Tunisia: perche’ esistono le vittime di serie A e quelle di serie B?

CUl1ZwcWEAETIEOL’informazione. Tutto ciò che dovrebbe rendere partecipi i cittadini riguardo quello che accade nel mondo. Eppure, l’informazione non ha più il tratto principale che dovrebbe caratterizzarla, la neutralità e l’oggettività. L’attentato di Tunisi di oggi, ad esempio, e’ passato quasi sotto silenzio. Nessuna bandiera, nessun’indignazione, nessun speciale in tv. Eppure, in questo attentato terroristico, hanno perso la vita 12 esseri umani. 12 guardie presidenziali. Un atto terroristico che miete vittime merita di essere ripudiato, con la stessa forza, ovunque avvenga.

L’esplosione, in cui hanno perso la vita gli agenti di sicurezza, e’ avvenuto in pieno centro a Tunisi, all’interno del bus presidenziale.

Nell’esplosione sono rimasti feriti anche 20 agenti. A Tunisi e’ stato indetto lo Stato Di Emergenza, revocato solo ad ottobre, dopo l’attentato a Sousse che provocò 38 morti.

E pensare che Hollande ha pesantemente condannato l’attentato a Tunisi, affermando come sia in Francia che in Tunisia vi sia al momento la stessa lotta alla barbarie ed all’oscurantismo, eppure, per le vittime di Tunisi, nessuna commemorazione, nessuna candela, nessuno speciale tv.

Un attacco alla democrazia non conosce confini, eppure i confini televisivi, umani ed emozionali sembrano tristemente confinati all’interno dell’Unione Europea dove le morti restano di serie A, nel triste scenario di un “Campionato” di violenza che non avrà mai alcun vincitore. 

 

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