Cronaca

Attentato Istanbul: 13 arresti, 44 vittime ed il razzismo europeo nelle commemorazioni

Istanbul in lutto. Tuttavia, bandiere di commiato su Facebook, assenti. Episodi non sporadici di solidarietà, eppure le 44 vittime dell’attentato nell’aeroporto Ataturk, di solo 2 giorni fa, sembrano valere meno. Per loro si fa fatica a piangere, a solidarizzare col loro dramma ed i post di commiato sono tutti in turco. Esistono vittime di serie A e di serie B o morti ugualmente inutili se paragonate alle ragioni di una lotta illusoria e fanatica, basata sul concetto di una ricompensa divina mistificatrice? Non esiste un diverso metro nel pianto. Non esiste razzismo della commiserazione. Le 44 vittime erano ragazzi, madri, padri, nonni, zii che, inconsapevolmente, hanno annusato l’odore dell’esplosivo, l’odore di una guerra tra culture destinata a non esaurirsi e ad alimentarsi di odio e probabilità grazie al terrore insinuato nel cuore europeo.

Prendere di mira gli aeroporti significa minare il concetto di libertà, di auto-proclamazione, di felicità. I terroristi vogliono la nostra morte e non comprenderlo ed accettarlo significherebbe vivere in un altro mondo, in un’altra epoca. Un’epoca di fumo, guerre inutili e morti vane ha appena avuto inizio.

Intanto, a Istanbul sono stati identificati i 3 kamikaze responsabili delle esplosioni. Provenivano da Cecenia, Uzbekistan e Kirghistan. Altri del commando hanno sparato a raffica sulla folla. L’obiettivo? Causare il maggior numero di morti, in poco tempo.

Raid delle forze speciali hanno portato all’arresto di 13 sospettati nei quartieri conservatori. La lotta al Terrorismo, una lotta da affrontare tutti assieme, Turchia compresa. 

 

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