Attentato A Nizza, Le Testimonianze Dei Superstiti

By | 15 luglio 2016

NIZZA, IL GIORNO DOPO L’ORRORE.

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Salvarsi, in certi casi, non corrisponde ad una vera salvazione. Quando, con i tuoi occhi, ti misuri con cotanta disumanità e con tanto orrore, tornare a casa non basta. Tanti italiani tra i testimoni della folle corsa del camion terrorista sulla folla, ieri sera, a Nizza. E, purtroppo, tanti italiani anche tra le vittime. Tanta ansia per i familiari e gli amici nell’attesa dei nomi accertati delle vittime, ormai 84, falciate da un grosso camion che, ieri, senza una ragione, gli ha strappato la vita. Non bastano le parole per raccontare l’ennesima tragedia di una Francia evidentemente sotto attacco già da tempo. Gli estremisti islamici festeggiano su Twitter (non possono essere rintracciati ed arrestati?) e minacciano nuove ripercussioni a seguito di interventi contro il Califfato.

Cosa fa davvero paura? Le indicazioni date ai Jihadisti solitari, i cosiddetti lupi solitari, per mietere più vittime possibile. Tra queste, anche l’indicazione ad utilizzare un mezzo pesante ed imbattersi in folle. Veri e propri comandamenti che gli estremisti seguono a memoria. Folli più che assennati. Una testimone ha parlato degli occhi di fuoco del conducente del camion. Un piano; un piano studiato a tavolino per colpire la folla che sarebbe rientrata in massa dopo la fine dei fuochi per i festeggiamenti del 14 luglio. Il camion, secondo le testimonianze di una donna, che ha una villa sulla Promenade, andava a zig zag per colpire più persone possibile ed in questo modo ha ucciso 84 persone, 84 innocenti, rei solo di aver deciso di festeggiare, di uscire, di essere liberi. Il vero obiettivo del terrorismo è farci temere la libertà. E ci stanno riuscendo. Chi di noi, seppur felice, in viaggio non si guarda intorno per paura che qualcosa, da un momento, all’altro, possa accadere?

2 Km di folle corsa di un camion lungo 15 metri che, a 70 km/h, ha fatto una strage. Simbolo dell’ennesimo orrore, quella bambina, troppo piccola per capire, troppo innocente, troppo sola su quel marciapiede. Anzi, no. Lei, coperta da un telo, e la sua bambola, accanto a lei, a ricordarci quanta disumanità esiste dietro questo orrore. Quando abbiamo dimenticato di essere tutti figli di uno stesso Dio abbiamo già perso.

 

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