Animali

Aviaria ad Asti: 2 allevamenti infetti, probabile abbattimento galline

Aviaria negli allevamenti di AstiL’aviaria torna a creare problemi in Italia. Il virus ha interessato, negli ultimi giorni, due allevamenti in provincia di Asti, precisamente quelli di Montechiaro d’Asti e Montiglio Monferrato. Il governatore del Piemonte Chiamparino ha già emanato un’ordinanza per creare sia un’area di protezione di circa 3 km che una zona di sorveglianza di 10 km. La variante del virus accertato nei due allevamenti nell’Astigiano è la H5N8, ovvero quella che ha colpito qualche mese fa vari allevamenti in Emilia Romagna, Lombardia e Veneto. L’allarme lanciato a Montiglio e Montechiaro riguarda un’aggressione ‘ad alta patogenicità’. La conferma della presenza del virus dei due allevamenti è arrivata dagli esperti del Centro Zooprofilattico di Torino. Rischiano l’abbattimento circa 50.000 galline ovaiole. Il virus è pericoloso per l’uomo ma con le misure approntate dalla Regione Piemonte il rischio contagi è molto ridotto. L’allarme è scattato dopo la morte, improvvisa, di tante galline in un allevamento. Doccia gelata per i due allevamenti in provincia di Asti, che sono stati sequestrati. Nei prossimi giorni verranno probabilmente abbattuti i capi contagiati, così come le lettiere, le uova e i mangimi. Tutta la zona verrà sottoposta a bonifiche per evitare pericoli per la popolazione.

Se non responsabili, gli allevatori verranno indennizzati

Psicosi aviaria in Piemonte. Intanto la Regione sta cercando di scoprire l’origine del contagio e una possibile relazione con altri allevamenti della Pianura Padana. Qualora non venissero ravvisate responsabilità degli allevatori, verranno predisposti gli indennizzi.

Lo scorso 22 agosto 2017 era stato individuato un focolaio di aviaria nell’allevamento di Zelo Buon Persico, nel Lodigiano; il 24 ottobre, invece, era arrivata la segnalazione di quello a Cernusco Sul Naviglio. I focolai erano stati rapidamente neutralizzati.

Un duro colpo anche sul versate economico. I focolai di aviaria riscontrati negli scorsi mesi in Italia avevano causato la perdita di svariati milioni di euro.

Aviaria: niente psicosi

L’aviaria era tornata a bersagliare gli allevamenti italiani diver mesi fa. Un milione di animali, tra tacchini, oche e galline ovaiole, erano stati abbattuti in una ventina di allevamenti del Veneto, della Lombardia e dell’Emilia Romagna. Il virus H5N8 aveva stroncato il 90% degli animali di un allevamento in un solo giorno.

Secondo gli esperti, l’aviaria è un problema sanitario serio ma non deve impensierire gli uomini, visto che ancora si può parlare di epidemia.

‘L’aviaria è in continua evoluzione e ci sorprende sempre. Ma normalmente si tratta di un virus non violento, che quindi non fa scoppiare epidemie e comunque non in modo così rapido. L’anno scorso però sono venuti dei migratori contagiati dalla forma ad alta patogenicità del virus. Si tratta di germani, alzavole, fischioni che svernano nelle valli venete e arrivano dall’Est Europa o dalla Siberia. Un gruppo dei virus che hanno portato ha colpito la popolazione stanziale di selvatici in Italia, come anatre e aironi e quando in primavera sono nati i piccoli erano infettati e, in quanto vettori particolarmente efficaci, hanno fatto girare l’H5N8 anche negli allevamenti fino all’ingresso degli allevamenti che si trovano nel Veneto’, aveva spiegato Calogero Terregino, coordinatore del Centro di riferimento nazionale per tale patologia, ubicato presso l’istituto zooprofilattico delle Venezie.

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