Aviaria, Hong Kong vieta import pollo e uova da Padova

By | 19 settembre 2017

Aviaria, Hong Kong introduce ban all'importazione di carne da PadovaNiente carne di pollo e uova da Padova. Hong Kong ha deciso di non importare tali alimenti dalla città italiana e dalla sua provincia perché c’è il rischio di una ‘epidemia altamente patogena di influenza aviaria’. In attesa di una nuova comunicazione, dunque, Hong Kong farà a meno di pollo e uova provenienti da Padova. Il pericolo aviaria, dunque, è alto e l’ex colonia britannica teme un’epidemia. L’autorità sanitaria di Hong Kong ha reso noto che nel primo semestre di quest’anno sono state importate dall’Italia circa 10.000 uova e tantissime tonnellate di carne. La situazione viene costantemente monitorata dalle autorità di Hong Kong, che sono già in contatto con gli enti italiani di competenza. Un portavoce ha dichiarato: ‘Azioni appropriate saranno adottate in risposta agli sviluppi della situazione’. L’annuncio del divieto di importazione di carne di pollo e uova da Padova è stato lanciato ieri dal Centro per la sicurezza alimentare del Dipartimento per l’igiene alimentare e ambientale, a cui era stato notificato un focolaio di influenza aviaria altamente patogeno a Padova.

Pollo e uova da Padova non gradite a Hong Kong

Pollo e uova di Padova non sono desiderate, per il momento, da Hong Kong perché il rischio influenza aviaria è alto. Non è la prima volta che l’ex colonia britannica decide di vietare l’importazione di alimenti da altre nazioni. Era successo, ad esempio, anche lo scorso marzo, quando, condividendo la scelta della Cina, aveva deciso di non importare più carne dal Brasile. Il ban era stato deciso dopo la scoperta di strani comportamenti di aziende locali. La merce venduta da anni da tali società era pericolosa per la salute, secondo le autorità di Hong Kong. Un divieto di import necessario, visto che Hong Kong è il principale importatore di carne dal Brasile. La stessa Ue aveva adottato una misura simile nei confronti delle società brasiliane invischiate nello scandalo. La carne venduta da tali società, insomma, metteva in serio rischio la salute di uomini, donne e bambini.

Lo scorso marzo, il Centro per la sicurezza alimentare di Hong Kong aveva reso noto di aver interrotto l’importazione di pollame congelato e refrigerato perché ‘la qualità della carne proveniente dal Brasile è in discussione’.

Stessa misura adottata nei confronti della carne brasiliana

Il Brasile è il più grande esportatore al mondo di carne rossa e pollame. Tale settore, perciò, riveste un ruolo importante nell’economia del Paese. Il ban deciso da Hong Kong, nei mesi scorsi, aveva inciso negativamente, dunque, sulle casse brasiliane. Il presidente brasiliano Michel Temer aveva cercato di rassicurare i diplomatici stranieri sulla qualità della carne brasiliane, invitandoli a casa sua per gustare una bistecca. Temer aveva spiegato: ‘Il Governo brasiliano ribadisce la sua fiducia nella qualità dei suoi prodotti alimentari, sempre apprezzati dai consumatori e usciti indenni da severi controlli’.

Le parole rassicuranti del presidente Temer, però, non erano bastate. Ue, Cina, Cile. Corea del Sud e Hong Kong avevano annunciato divieti di importazione di prodotti alimentari dal Brasile. Il tabloid O Globo aveva scritto che il ban imposto da tali nazioni avrebbe generato seri problemi all’economia brasiliana. Un terzo delle importazioni di carne e pollame, nel 2016, proveniva proprio da tali nazioni (quelle del ban per intenderci).

Hong Kong teme nuove epidemie

Hong Kong teme l’influenza aviaria e corre ai ripari prima che si scateni l’ennesima epidemia. Stavolta il pericolo sarebbe rappresentato dalla carne italiana, precisamente dal pollo e dalle uova provenienti da Padova. Hong Kong ha dovuto spesso fare i conti con l’aviaria e, forse, per questo assume un atteggiamento iper cautelativo. Non è detto, infatti, che la carne italiana sia contaminata ma, si sa, in questi casi è meglio non rischiare. Quando si è rimasti scottati, in passato, difficilmente si fa lo stesso errore.

Negli ultimi anni si sono registrati numerosi casi di influenza aviaria e influenza suina a Hong Kong. Un posto spesso piegato dalle infezioni, dunque. Non è raro vedere, nell’ex colonia britannica, persone che camminano con mascherine davanti alla bocca. Ciò testimonia una psicosi diffusa. Non solo influenza aviaria e suina, in passato, hanno scosso Hong Kong. Basti pensare alla SARS.

Essendo, Hong Kong, un posto dove vivono tantissime persone, è semplice per una malattia diffondersi velocemente. La regione, nel 1997, venne piegata già nel 1997 dall’influenza aviaria. All’epoca tutti rimasero scossi quando si registrarono i primi casi di aviaria. Il virus H5N1 colpì le persone, non uccelli, come era accaduto in passato. Dozzine di persone persero la vita a causa del terribile virus e le autorità furono costrette ad adottare misure d’emergenza per evitare una pandemia. Fortunatamente le autorità sanitarie  riuscirono ad evitare il peggio.

Niente morti per aviaria dal 2003

Dal 1997 ad oggi, il virus H5N1 è stato sempre trovato nel pollame e negli uccelli a Hong Kong. Per fortuna, dal 2003 ad oggi non si sono registrati decessi dovuti all’influenza aviaria nell’ex colonia britannica. Merito dell’atteggiamento rigoroso delle autorità sanitarie, che hanno vietato e vietano l’importazione di carne e pollame di dubbia qualità, raccomandando altresì di cuocere bene la carne di pollo. E a farne le spese di tale politica, adesso, sono le uova e la carne di pollo proveniente da Padova.

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