Bimbo cade nel pozzo del frantoio, soccorritore si sente male

By | 13 novembre 2017

Corinaldo, bimbo cade nel pozzo del frantoio e muoreStava visitando un frantoio con i genitori. Poi la tragedia. Un bimbo di 5 anni e mezzo di Corinaldo, piccolo Comune in provincia di Ancona, è caduto nel pozzo del frantoio, pieno di acque reflue e residui della lavorazione delle olive. Sul posto sono arrivati immediatamente i carabinieri della compagnia di Senigallia e della stazione di Corinaldo che hanno avviato le indagini per ricostruire la dinamica della tragedia. Il dramma risale alle 18.30 di ieri ma il piccolo è morto dopo un paio d’ore. Un operatore del frantoio si è infilato nel pozzo per salvare il piccolo ma ha accusato un malore per i gas insopportabili. Il bambino è stato trasportato al Pronto soccorso dell’ospedale di Senigallia ma il personale sanitario non è riuscito a salvarlo. Il piccolo era felice, così come i suoi genitori. In un attimo quella gioia è diventata disperazione. La famiglia stava visitando il frantoio in via Giovanni Branca perché è proprio questo il momento dell’anno in cui c’è la raccolta e la lavorazione delle olive. La vittima, italiana ma originaria della Romania, era arrivata al frantoio insieme al padre e alla zia.

Bimbo si sarebbe sporto troppo

Il bambino era molto felice e si era messo a giocare in quel frantoio di Corinaldo. Forse, a un certo punto, si è sporto troppo ed è finito nel pozzo contenente gli scarti della lavorazione delle olive.

I parenti del minore, sotto shock, hanno subito avvisato i vigili del fuoco, che sono arrivati rapidamente ed hanno tirato fuori il piccolo, ormai senza vita. Gli operatori del 118, anche loro accorsi in tempi record, hanno cercato di rianimare il bimbo, trasportandolo poi al Pronto soccorso dell’ospedale di Senigallia. Un tentativo inutile. Il minorenne era senza vita già da un pezzo. Ora la salma si trova all’obitorio dell’ospedale di Senigallia. I militari continuano ad indagare.

Morto come Adrian

Un altro bimbo che cade in un pozzo e muore. Doveva essere una giornata di letizia per una famiglia, invece è stato un giorno doloroso. Il dolore che stanno provando i familiari del piccolo morto ieri in un frantoio è simile ha quello che stanno provando i parenti di Adrian, il piccolo di 2 anni morto lo scorso aprile a Velletri (Roma) dopo essere caduto in un pozzo.

Adrian era stato stroncato da un arresto cardiocircolatorio per una rovinosa caduta in un pozzo. La terribile notizia era stata comunicata dall’ospedale romano ‘Bambino Gesù’, dove il minore era stato trasportato dopo un primo ricovero all’ospedale di Velletri.

Quando Adrian era arrivato in ospedale, le sue condizioni erano apparse subito molto gravi. Un dramma che si poteva evitare? Forse. Il bimbo si trovava nel giardino della sua abitazione, giocava con la sorellina, e all’improvviso si era allontanato. Era stato il nonno ad accorgersi che Adrian era finito nel pozzo. L’uomo si era subito introdotto nel pozzo per cercare di salvare il nipote, in attesa dell’arrivo dei vigili del fuoco.

I sommozzatori dei vigili del fuoco avevano recuperato sia il bimbo che il nonno. Adrian, in pessime condizioni, era stato subito trasportato all’ospedale di Velletri e di lì al ‘Bambino Gesù’ di Roma. I medici, però, non erano riusciti a strapparlo alla morte. Un tragico incidente, come quello accaduto ieri a Corinaldo.

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