Cronaca

Botte a disabili, la badante: “Sono stata educata così”

Difesa oltre il limite della ragione quella che vede, dopo aver preso a botte due disabili, la badante scusarsi:Sono stata educata così”!
Questa infatti l’ammissione di colpa della 55enne arrestata, con l’accusa di maltrattamenti ai danni della coppia, durante l’interrogatorio avvenuto in carcere. Tutti i dettagli …

La confessione

Durante l’interrogatorio che si è tenuto ieri mattina in carcere, davanti al gip Federica Gaudino, che sostituiva la collega Ilaria Sanesi, la badante Sonia Cattaneo, di 55 anni, di Valbrembilla, accusata di aver picchiato, insultato e maltrattato una donna ed un uomo, rispettivamente di 48 e 50 anni, con sindrome di Down, ha ammesso tutte le sue colpe.
La badante infatti ha confessato di aver commesso tutto quello di cui è stata accusata ed ha aggiunto, come dalle sue parole: “E’ il mio modo di essere, così sono stata educata e così ho educato mio figlio.” quindi ha precisato “Io voglio bene alle due persone che mi erano state affidate. Mi scuso per quello che è successo, sono mortificata e chiedo perdono alle famiglie dei due e a mio figlio.” quindi ha concluso “Mi assumo tutte le mie responsabilità, la cooperativa non c’entra nulla, anzi ho tradito la loro fiducia e di questo sono rattristata”.

I fatti

La badante, che per mesi ha vissuto con l’uomo e la donna, in una casa di Piazza Brembana, offerta dal fratello della paziente donna affinché potesse vivere in autonomia, gestita dalla cooperativa “Il Fiore”, estranea alla vicenda, è ora finita infatti, dietro le sbarre!
La badante, che durante la confessione si è spesso interrotta a causa delle lacrime, è stata inchiodata grazie alle microspie installate per una decina di giorni dai Carabineri dell’Arma in soggiorno, in bagno e nella camera da letto, in seguito alla denuncia del fratello della paziente donna, che stremata, gli aveva confessato come lei ed il compagno vivessero in uno stato di terrore. Come si capisce chiaramente in un’intercettazione, la vittima confidava al compagno di sventura: “Senti i passi, sta arrivando. Adesso ci picchia”.
Il gip non ha cambiato la misura della custodia cautelare in carcere, anche perché il l’Avvocato Stefania Russo, della badante, non ha fatto per ora, richiesta in tal senso.

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