Cacciavite piantato nel cuore: la tragica fine di un 18enne

By | 9 luglio 2017

Marocchino ucciso con cacciavite a Milano Decisamente tragica la fine di un 18enne egiziano che ieri è morto a Milano dopo aver discusso animatamente con un 52enne marocchino. I due stavano litigando per futili motivi in un bar di Piazza Tirana. A un certo punto la lite è degenerata. Il marocchino ha preso il cacciavite e l’ha piantato nel torace dell’interlocutore; poi ha tentato la fuga. I carabinieri della compagnia Porta Magenta sono arrivati subito sul luogo del litigio, chiamati da alcuni testimoni, ed hanno bloccato il 52enne, che ha precedenti penali. Il giovane egiziano è stato subito condotto all’ospedale San Paolo ma il trasporto è stato inutile: è morto verso l’una di notte. Il marocchino è accusato di omicidio volontario ed ora è a disposizione dei giudici presso il carcere milanese di San Vittore.

Una lite degenerata

Tentava di fuggire il marocchino che, ieri sera, ha colpito un egiziano 18enne con un cacciavite. Un colpo all’altezza del cuore che non ha lasciato scampo al giovane immigrato. Non si conoscono le ragioni per cui i due stavano litigando ma, secondo i primi accertamenti, erano futili. Un altro straniero ha perso la vita nel Bel Paese. I carabinieri stanno indagando sull’episodio di sangue avvenuto ieri sera in un bar del capoluogo lombardo. Dopo l’aggressione, è scoppiata una vera e propria rivolta di stranieri, amici della vittima, contro le forze dell’ordine. Carabinieri e poliziotti, quando hanno visto così tanti immigrati sono stati costretti a chiedere rinforzi. In zona Piazza Tirana sono arrivate in men che non si dica 10 pattuglie.

Piazza Tirana, location dell’aggressione avvenuta ieri sera, si trova in una zona periferica di Milano, alquanto degradata e lasciata alla criminalità. Non è stato facile, per i poliziotti e i carabinieri riportare la situazione alla normalità, dopo l’aggressione. Tantissimi stranieri hanno fatto muro, impendendo alle forze dell’ordine di prestare soccorso alla vittima e compiere i primi accertamenti per risalire al marocchino pregiudicato. La periferia di Milano è dura e spietata, spesso,  di notte. Secondo i primi accertamenti, il 18enne rimasto vittima della violenza inaudita del marocchino era nato a Milano e viveva in un appartamento nelle vicinanze. Oltre alle forze dell’ordine, sono arrivati anche gli operatori sanitari, con un’automedica e due ambulanze. Il 18enne era già andato in arresto cardiaco. Dopo diversi tentativi di rianimazione, il ragazzo è stato trasportato al nosocomio San Paolo, dove è deceduto poco dopo.

Gli amici dell’egiziano colpito con un cacciavite, prima dell’arrivo di poliziotti e carabinieri, avevano circondato e malmenato il marocchino. Se non fossero arrivate tempestivamente le forze dell’ordine, il 52enne sarebbe stato linciato.

Le aggressioni con il cacciavite

Un omicidio cruento, senza dubbio, quello avvenuto nelle ultime ore a Milano. Un’altra aggressione con un cacciavite in Italia. Due anni fa, a Battipaglia, un 23enne aveva rischiato di perdere la vista dopo essere stato colpito all’occhio con un cacciavite. Anche in tale occasione, l’aggressore era un marocchino. Questo, 18 anni, era stato fermato e condotto nel carcere di Fuorni con l’accusa di lesioni personali gravissime pluriaggravate e furto. Il giovane marocchino, dopo aver colpito l’italiano, aveva rubato la sua auto e si era dato alla fuga.

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