Cronaca

Carcere di Canton Mombello, detenuto sferra pugno a un agente

Agente aggredito da detenuto nel carcere di Canton MombelloDifficile la situazione nel carcere di Canton Mombello, in provincia di Brescia, dove nelle ultime ore sono avvenuti episodi inquietanti. Un agente di Polizia penitenziaria, ad esempio, è stato colpito al volto da un detenuto. Il fatto è avvenuto durante una colluttazione tra carcerati. Sempre ieri, due detenuti sono stati condotti in ospedale d’urgenza perché avevano tentato di suicidarsi. Il sindacato di funzione pubblica Cgil ha affermato: ‘La direzione ha disposto la chiusura di tutte le camere detentive al fine di assicurare l’ordine e la sicurezza dell’istituto penitenziario, ma anche al fine di dare un forte segnale ai detenuti facinorosi ed insofferenti al regime penitenziario’. Dopo tale misura, molti detenuti hanno contestato e non si sono voluti recare nelle celle passando per il cortile passeggi. La Direzione, vista la difficile situazione, ha disposto che gli agenti di Polizia penitenziaria devono assolutamente indossare caschi, manganelli e scudi. L’allerta è massima ma, dopo i due tentativi di autolesionismo e la colluttazione tra detenuti sfociata nel pugno in faccia all’agente, non si sono registrate altre criticità.

Le criticità in molte carceri italiane

E’ problematica sicuramente la situazione in molte carceri italiane. La Fp Cgil, allarmata per quanto accaduto nelle ultime ore nel carcere di Canton Mombello, reclama seri provvedimenti nei confronti dei detenuti più ribelli che costituiscono una sera minaccia per la sicurezza e l’incolumità degli agenti di Polizia penitenziaria. I sindacati sono preoccupati e ritengono che nei penitenziari italiani bisogna incrementare il numero dei poliziotti. Solo così si può assicurare la sorveglianza e il rispetto dei diritti dei detenuti.

Boom di stranieri nei penitenziari italiani

Urgono provvedimenti, nel Bel Paese, per arginare la piaga del sovraffollamento delle carceri. Secondo il pre-rapporto 2017 sulle carceri italiane, presentato nelle ultime ore alla Camera dall’Associazione Antigone, è cresciuto il numero dei detenuti nelle galere italiane. Rispetto al 2016 il numero dei detenuti è cresciuto di 2.967 unità. Entro il 2020, se il problema non verrà affrontato efficacemente, si tornerà a una situazione drammatica analoga a quella del 2010. Oltre il 34% del totale dei detenuti nei penitenziari italiani è rappresentato da stranieri, specialmente marocchini, albanesi e romeni. Nei primi 6 mesi del 2017 sono finiti in carcere, in Italia, 25.144 soggetti, di cui il 45,8% è costituito da stranieri.

L’Associazione Antigone ha precisato che il  sovraffollamento carcerario ha raggiunto un livello preoccupante specialmente in Lombardia. Nel carcere di Busto Arsizio, ad esempio, nelle celle di varie sezioni vivono 3 detenuti.

La presenza di tanti detenuti in ogni cella, la carenza di secondini e i disservizi aumentano il rischio di suicidi in carcere. Suicidi che sicuramente si sarebbero potuti evitare. Il 58enne Carmelo Mortari è stato trovato senza vita, lo scorso 25 marzo 2017, nel carcere romano di Rebibbia. Il corpo esanime si trovava in una pozza di sangue. Carmelo si era tagliato la gola. Il giorno dopo, sempre a Roma ma nel carcere di Regina Coeli, era stato rinvenuto il cadavere di Vehbija Hrustic, 30enne a cui avevano riferito che la sua figlioletta era morta. Vehbija si era impiccato alla grata del bagno del carcere. Era disperato ma nessuno si era preoccupato di sorvegliarlo. Nessuno si era accorto che, da un momento all’altro, avrebbe potuto commettere un gesto inconsulto.

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