Cellule riprogrammate per combattere tumori: novità dal Mit di Boston

By | 2 aprile 2016

Riprogrammare cellule per contrastare tumoriCome contrastare il cancro? Semplice, programmando delle cellule assassine che fanno fuori quelle neoplastiche. La scoperta è stata fatta da un team di scienziati del Mit (Massachusetts Institute of Technology) di Boston, che hanno pubblicato gli interessanti risultati sull’autorevole magazine scientifico Science

 

 

Linguaggio di programmazione per i batteri

Gli studiosi americani hanno considerato i circuiti del Dna come il processore di un computer, mutando così le funzioni dei batteri a sollecitazioni ambientali. Così come gli esperti d’informatica riescono a riprogrammare il software di un pc, i ricercatori del Mit sono riusciti a raccogliere funzioni ulteriori per le cellule sfruttando un linguaggio di programmazione che si fonda su un testo che viene inviato al Dna della cellula. Il docente di Ingegneria biologica al Mit, Christopher Voigt, ha dichiarato:

“E’ letteralmente un linguaggio di programmazione per i batteri. Si utilizza un linguaggio basato su un testo, proprio come quando si riprogramma un computer. Poi si compila un testo e si realizza una sequenza di Dna che si inserisce nella cellula, e questo circuito funziona all’interno della cellula”.

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Pare che non sia molto difficile usare il linguaggio. Voigt ha detto che lo potrebbe utilizzare anche un teenager che frequenta le scuole superiori. Sono innumerevoli le conseguenze dello studio americano: tra le più importanti c’è, sicuramente, la programmazione di cellule batteriche che secernono antidoti contro il tumore. La ricerca, dunque, promette bene. Siamo solo agli inizi, però, c’è ancora molta strada da fare e, purtroppo, molti pazienti oncologici sono destinati alla morte senza beneficiare del risultato di questo interessante studio. Ancora una volta, il Mit si conferma come un’eccellenza nel campo della ricerca contro i tumori. Tempo fa, diversi ricercatori del famoso istituto statunitense, hanno rivelato di aver scoperto il motivo per cui certi farmaci non riescono a debellare le neoplasie. In sostanza, alcuni medicinali non vanno bene per tutti i pazienti oncologici, quindi è necessario creare dei farmaci ‘personalizzati’. Douglas Lauffenburger, docente di Bioingegneria al Mit, sostiene che spesso i farmaci antitumorali fanno cilecca a causa di mutazioni genetiche che consentono alle cellule cancerose di eludere le azioni del farmaco.

Crociata contro neoplasie non si ferma

La lotta contro il cancro, dunque, non ha soste. E’ necessario trovare metodi per combattere le neoplasie perché, ogni giorno, muoiono troppe persone a causa dei tumori. Recentemente, la Gran Bretagna ha siglato un accordo con Usa e Ue per uno scambio di materiale che potrebbe garantire al Regno Unito una fornitura costante di materiali rari per diagnosticare e curare i tumori. L’intesa prevede il trasferimento, da parte della Gran Bretagna, di 700 kg di uranio altamente arricchito (presente nel sito nucleare di Dounreay, sulla costa settentrionale della Scozia) verso gli Stati Uniti. In cambio, gli Usa invieranno in Francia una tipologia differente di uranio altamente arricchito, che verrà trasformato in isotopi medici. Questi possono essere utilizzati per diagnosticare e curare gravi patologie come il cancro della tiroide, visto che sono formidabili per indebolire o distruggere le cellule cancerose. Gli isotopi potrebbero essere poi esportati in Gran Bretagna e in altre nazioni  per contrastare la brutta patologia.

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