Chirurghi in vacanza rientrano in servizio e salvano vita al paziente: eroi moderni

By | 19 agosto 2017

Chirurghi eroi a Treviso: tornano in ospedale e salvano 45enneNon è vero che gli eroi sono solo quelli sui libri di storia. Gli eroi esistono anche oggi, eccome. Come definire, altrimenti, due chirurghi trevigiani in vacanza che hanno deciso di lasciare amici e parenti, di lasciare il relax, per tornare subito in servizio e salvare la vita di un paziente? L’episodio risale allo scorso primo fine settimana di agosto. Un 45enne straniero era stato trasportato all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso in gravissime condizioni. Il personale sanitario, dopo aver visitato l’uomo, aveva chiesto lumi ai due chirurghi, lontani dal nosocomio, mediante una telefonata. I due medici, senza tentennare, non si erano limitati ad offrire consigli ai colleghi, precipitandosi subito nel nosocomio per salvare quell’uomo che lottava tra la vita e la morte. L’intervento chirurgico, durato svariate ore, è andato bene. Il paziente è stato salvato dai chirurghi Massimo Sonego e Alessandro Florindi, due eroi moderni.

La grande competenza in materia di patologia ipofisaria

I chirurghi trevigiani potevano tranquillamente limitarsi a fornire indicazioni ai colleghi, invece si erano resi conto che la loro presenza in sala operatoria sarebbe stata decisiva per il salvataggio del paziente. Quella sera la loro competenza in materia di patologia ipofisaria era stata provvidenziale. Il paziente era arrivato in ospedale in condizioni critiche: era confuso ed aveva perso gran parte della vista. I medici avevano subito accertato che la ragione di tali sintomi era un adenoma ipofisario. Lo straniero era stato sottoposto a un intervento chirurgico ma le sue condizioni non erano migliorate, anzi erano peggiorate: era stato colpito anche da un’ischemia. Era stato in quel momento che erano entrati in gioco i chirurghi Sonego e Fiorindi.

Un intervento non certo semplice

Il dottor Sonego ha detto riguardo al recente intervento che ha permesso di salvare il paziente 45enne: ‘Il dott. Fiorindi ed io collaboriamo e facciamo abitualmente squadra per la terapia chirurgica della  patologia ipofisaria. Questo caso non era certamente consueto e semplice. Di conseguenza, pur consapevoli e certi della bravura e dell’esperienza dei colleghi, nel caso specifico ci siamo sentiti coinvolti in prima persona. Siamo certi che moltissimi altri colleghi, per altri campi della chirurgia, avrebbero certamente e senza problemi interrotto la cena con gli amici o i passatempi di un sabato estivo per fare esattamente quello che abbiamo fatto noi’.

Grazie a Sonego e Fiorindi, due esempi di chirurgo perfetto e valoroso, una persona si è salvata. Sono questi gli episodi che vorremmo riportare spesso, sono queste le storie che fanno grande l’Italia. Lode ai chirurghi trevigiani. La loro presenza in una struttura sanitaria fa indubbiamente la differenza.

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