Cibo, sei piatti da non ordinare mai al ristorante

By | 25 giugno 2018

Le tendenze nel settore food dilagano senza sosta e le persone tendono a esaltare ingredienti, ricette e tutto ciò che ha a che fare con il cibo: ogni ristorante in cui si è mangiato bene diventa un argomento di conversazione, anche una semplice insalata può diventare protagonista su Instagram e tutti si improvvisano chef, però anche nel mondo della ristorazione ci sono delle proposte per i clienti che sono assurde, sfociate nelle sei pietanze da non ordinare mai quando si pranza o si cena fuori casa secondo i grandi chef: cosa non mangiare al ristorante?

Che cosa non ordinare mai al ristorante

Il primo consiglio è del compianto Anthony Bourdain: mai ordinare pesce il lunedì. La maggior parte dei ristoranti riceve gli ordini di pesce il giovedì o il venerdì per il weekend e il martedì per la settimana. Il lunedì si smaltiscono gli avanzi del fine settimana. Il pesce fresco mantiene intatte le proprie qualità al massimo per tre giorni. Il suggerimento è quello di ordinare altro oppure di informarsi sulla provenienza del pescato e a quando risale l’acquisto. Altro consiglio dal compagno di Asia Argento: a meno che il locale sia specializzato in cozze, vongole e ostriche crude e sia siutato nelle immediate vicinanze della costa, evitare queste pietanze perchè perdono le loro proprietà rapidamente con seri rischi di grave intossicazione alimentare.

Altra perla degli chef è evitare gli hamburger di manzo Kobe e Wagyu. Essi, pur essendo prodotti di qualità eccellenti, costano molto e sono presenti sul mercato in piccole quantità. Servire questa carne pregiata un trito significa eliminare le qualità e la consistenza che la rende speciale e far sorgere dei dubbi sul prodotto. Se si ha voglia di hamburger, meglio ordinare al ristorante quelli di Fassona o Chianina, gustosi e convenienti.

Mangiare al ristorante, no a pollo e carne ben cotta

Altra dritta su cosa non ordinare mai al ristorante è basata semplicemente sul rapporto qualità e prezzo. Gli chef hanno rivelato che i piatti a base di pollo sono quelli in cui i ristoratori fanno pagare più del loro valore reale perché è una materia prima economica e si può servire in porzioni abbondanti. Rimanendo su tema della carne, se il pollo deve essere ben cotto per questioni di salute, chiedere il filetto ben cotto significa buttare via i propri soldi. Ogni taglio di carne è ideale per una cottura specifica: bolliti, fritti, cottura lunga in spezzatino o stufato. Il filetto al sangue o a media cottura è messo in risalto, una cottura eccessiva invece lo massacra.

Cambio ingredienti, fuori menù  e specialità della casa

La regola, quando ci si reca in un ristorante per la prima volta, ma anche nel locale preferito, è quella di ordinare la specialità della casa. Questo significa che in pizzeria si ordina la pizza, in un ristorante di pesce si deve richiedere un piatto di pescato e così via. Molti clienti insoddisfatti hanno riversato la loro delusione su Tripadvisor, scoprendosi tutti buongustai e critici gastronomici. Di fatto, queste persone non saprebbero distinguere una pasticceria da un ristorante di sushi.  Infine, capita che, il cliente possa richiedere un cambio ingredienti. Christopher Faulkner, chef di Solomon & Kuff a New York, consiglia piuttosto di scegliere un altro piatto, a meno che non si è affetti da celiachia o gravi allergie e intolleranze. Esiste una doppia motivazione: la cucina si può irritare perché capisce che il commensale non capisce l’abbinamento. Anche i  camerieri potrebbero risentirsi, influenzando il giudizion dell’esperienza culinaria. Stessa cosa se si richiede una pietanza fuori menù.

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