Clochard di Como non vanno aiutati: crociata del sindaco

By | 19 dicembre 2017

Como Natale sindaco clochard WelComCrociata del sindaco di Como contro i clochard in nome del decoro urbano. I senzatetto non sono non possono bivaccare nei vari punti del centro della città, come ad esempio una chiesa sconsacrata, ma non si possono neanche aiutare. Anche se fa freddo, a Como è vietato, ad esempio, consegnare coperte o cibo ai clochard. Misure rigide, quelle prese contro i senzatetto, del sindaco Mario Landriscina. Molti volontari che, da anni, operano per migliorare la vita della gente che vive per strada sono contrari all’atteggiamento draconiano del primo cittadino di Como.

Volontari ostacolati dai vigili

‘Ci hanno impedito di offrire la colazione alle persone che dormono all’aperto’, hanno dichiarato alcuni volontari di WelCom, organizzazione che dà aiuto ai disagiati di Como.

Perché i clochard sono stati allontanati dai portici della chiesa sconsacrata di San Francesco? Per il  Comune c’è il decoro urbano da assicurare: quei senzatetto che bivaccano in zona imbarazzerebbero i tanti turisti che, durante le festività natalizie, visitano il centro del capoluogo lombardo.

Le multe

Non solo divieti, ma anche multe. I vigili hanno inflitto finora multe da 50 a 300 euro. I clochard sono stati costretti a trovarsi altri ricoveri, in questo periodo freddo dell’anno. Nessuno, a Como, può consegnare cibi, coperte e vesti ai senzatetto.

Senzatetto senza colazione

Ai volontari dell’associazione WelCom sarebbe stato vietato anche di portare la colazione ai poveri che stazionavano vicino alla chiesa sconsacrata.

‘Ci è stato detto che fino al 10 gennaio non ci è possibile portare un piccolo simbolo d’amore a queste persone perché in vista del Natale non è decoroso’, hanno detto i volontari.

L’atteggiamento del sindaco di Como è stato stigmatizzato anche dalla Caritas, che invita Landriscina a una riconsiderazione della sua decisione, affinché anche i poveri e le persone senza casa possano vivere un Natale decente.

Sembra proprio che il sindaco di Como sottoponga la carità al decoro. Siamo proprio sicuri che questa sia la giusta soluzione?

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