Come diventare carabiniere: l’importante è non essere celiaci, la lettera di Maria Orfeo

By | 21 maggio 2017

Concorsi carabinieri tabù per celiaciMaria Orfeo è la madre di una ragazza laureata in Giurisprudenza che sogna di diventare carabiniere. Purtroppo la ragazza non potrà avverare il suo sogno perché è celiaca. Ebbene sì, un disturbo alimentare, seppur permanente, non permette l’accesso nell’Arma dei Carabinieri, nella Benemerita. La signora Maria, recentemente, ha inviato una lettera a Concita De Gregorio, editorialista de ‘La Repubblica’, per parlare della tristezza della figlia, esclusa dall’Arma dei Carabinieri perché celiaca.

Duecentomila italiani soffrono di celiachia

Come diventare carabiniere? L’iter non è tortuoso: basta sostenere un concorso, svolgere prove fisiche, psicologiche e attitudinali e il gioco è fatto. Ovviamente gli aspiranti carabinieri devono essere ‘sani come pesci’ e, soprattutto, non celiaci. Lo sa bene Maria Orfeo, la mamma di una ragazza che, dopo la laurea, sognava di diventare carabiniere. Niente. Concita De Gregorio, prima di riportare il testo della lettera inviata dalla signora Maria, ha sottolineato che la celiachia affligge 200.000 persone in Italia ed è ‘riconosciuta come malattia sociale’ dalla legge quadro 123 del 2005. Tale legge, inoltre, favorisce l’entrata dei celiaci nelle attività sportive, scolastiche e lavorative. Adesso una domanda sorge spontanea: perché i celiaci non sono ammessi nell’Arma dei Carabinieri. E’ proprio così importante quello che si mangia per la Benemerita? Assumere solo cibi ‘gluten free’ influisce sul rendimento?

Una ragazza, brava e studiosa, ambiva a diventare carabiniere. A causa di un disturbo alimentare non potrà mai indossare quella divisa sempre sognata. La madre Maria, nella lettera inviata alla grande giornalista De Gregorio, ha evidenziato che la ragazza è stata dichiarata inabile per la sua celiachia. Ergo, per vestire la divisa da carabiniere bisogna assumere solo cibi con glutine; quelli ‘gluten free’ sono banditi. La signora sottolinea che un celiaco, quando assume cibi senza glutine è efficiente e capace di svolgere qualsiasi attività. Per l’Arma dei Carabinieri, però, tali soggetti sono inabili, quindi non potrebbero mai vincere un concorso nella Benemerita. Peccato, perché ci sono tanti ragazzi abili, volonterosi e studiosi, ma celiaci, che vorrebbero tanto diventare carabinieri.

Niente Polizia e carabinieri per i celiaci

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‘Mia figlia è oggettivamente vittima di una discriminazione che la priva di un diritto, dopo che la natura l’ha privata di un altro, quello di alimentarsi liberamente’, ha scritto mamma Maria.

Chi è celiaco, in Italia, non può far parte della Polizia, carabinieri ed Esercito. Giusto o ingiusto? Difficile rispondere. Certo, la legge prevede che le persone affette da tale disturbo alimentare non debbano essere discriminate anche sul lavoro. Eppure la discriminazione c’è, per di più nei carabinieri e nella Polizia. I sogni di tanti celiaci resteranno sempre sogni per colpa di un disturbo alimentare. L’anno scorso, il dem Davide Mattiello incontrò il capo della Polizia Franco Gabrielli e lo esortò ad eliminare al più presto l’iniqua diversità. Riportiamo il testo della nota di Mattiello: ‘La celiachia è una malattia immunodeviata dell’intestino tenue, facilmente curabile seguendo una dieta alimentare priva di glutine. Per questo appare superabile il divieto per i soggetti affetti da celiachia di accedere ai ruoli della Polizia di Stato’.

E’ giusto, secondo voi, escludere dalle forze dell’ordine persone oneste, volenterose e disposte a dare il massimo, solo perché affette da un’infiammazione cronica dell’intestino tenue?

Ringraziamo sia la signora Maria Orfeo per aver portato alla ribalta la problematica e Concita De Gregorio per aver pubblicato il testo della missiva.

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