Costa Concordia, Schettino rischia 27 anni di reclusione

By | 29 aprile 2016

Costa Concordia, chiesti 27 anni per SchettinoFrancesco Schettino, ex comandante della Costa Concordia, nave tragicamente naufragata nel gennaio 2012 davanti all’Isola del Giglio, rischia 27 anni di reclusione e 3 mesi d’arresto

 

 

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La pena, pesante, per Francesco Schettino è stata richiesta ieri dal pg generale Giancarlo Ferrucci, a Firenze, alla fine della requisitoria inerente al processo d’Appello sull’affondamento della Costa Concordia. All’ex comandante vengono contestati i reati di naufragio, lesioni plurime colpose, omicidio colposo plurimo, false informazioni alla Capitaneria e abbandono. Il processo d’Appello sul naufragio del grosso natante che naufragò davanti all’Isola del Giglio è iniziato a Firenze. La tragedia costò la vita a 32 persone. In primo grado Schettino è stato condannato a 16 anni di reclusione per abbandono di persone minori o incapaci, disastro colposo e omicidio plurimo colposo. Il referente di Costa Crociere, avvocato Marco De Luca, ha dichiarato:

“I risarcimenti di primo grado sono stati quasi tutti chiusi, tranne alcuni che riguardano il Comune dell’Isola del Giglio, come parte civile, e i naufraghi rappresentati da un’associazione”.

De Luca spera in una conferma della condanna in Appello:

“Crediamo che una conferma sia un buon obiettivo”.

A proporre il ricorso avverso la sentenza di primo grado non era stato solo Francesco Schettino, per una riduzione della pena, ma anche il pg di Grosseto e dalla parti civili, che pretendono una pena più equa per il dramma causato dall’ex comandante della Costa Concordia, nonché un risarcimento maggiore. Massimo Gabrielli, avvocato di parte civile, ha dichiarato:

“Noi ovviamente chiediamo più soldi ma soprattutto giustizia. Puntiamo ad allargare le responsabilità anche nei confronti di Costa Crociere. Manca sempre sul banco degli imputati una parte importante, cioè la società che ha creato il terreno per la tragedia messa in opera da Schettino”.

Francesco Schettino, l’ex comandante della nave che, il 13 gennaio 2012, urtò contro uno scoglio per un’inchino compiuto avventatamente, si è più volte scusato con i parenti delle vittime di quel terribile naufragio che costò la vita a 32 persone. Francesco, però, si è detto innocente, sentendosi deriso da tutti. Insomma, Schettino sa di essere finito nella gogna mediatica e ne soffre. L’anno scorso ha detto:

“Da quella notte a oggi sono stato tradito da tanti, a cominciare da chi mi doveva difendere, ma non dalla mia dignità. Da giorni sto assistendo nelle trasmissioni del pomeriggio a un tentativo di massacro, per una cosa che ho mai pensato di fare. E nonostante le mie smentite, a costo di fare audience, si continua a offrire una versione torbida di una storia invece chiara e documentata. Una cosa impietosa, feroce, falsa”.

Insomma, l’ex comandante della Costa Concordia non tollera che si speculi sulla sua storia, che il naufragio della Costa Concordia diventi argomento per ‘impinguare’ le casse di reti televisive, tabloid, magazine etc… Adesso Francesco rischia grosso, 27 anni di reclusione e 3 mesi d’arresto: una pena grave che, probabilmente, verrà ridotta perché quasi mai la pena comminata dai giudici corrisponde a quella richiesta dall’accusa. Vero è che qualcuno, in questo caso Schettino, che è imputato, deve pagare per la vita di 32 persone. Schettino sa bene che i parenti delle vittime non lo perdoneranno mai, ma lui, in fin dei conti, ha detto che non cerca il loro perdono.

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