La crema solare che si beve, Harmonized h20

By | 19 maggio 2014

Harmonized H20, in commercio la prima crema solare che si beve come un normale bicchiere d’acqua

crema solare che si beve
L’estate è alle porte e per i più bianchi di carnagione è già tempo di prepararsi ad affrontare il solleone cocente con una crema solare ad alta protezione che sia efficace contro l’azione dei raggi uva e uvb.

Spalmarsi la crema solare sotto l’ombrellone è forse una delle azioni più caratteristiche dell’estate:
certo, non sempre è un piacere, anche perché per evitare le temibili scottature da sole a macchia è indispensabile passarla ben bene in tutto il corpo e ricordarsi di farlo almeno ogni 2 o 3 ore.

Queste attenzioni che sono obbligate per i più “bianchicci” ma che dovrebbero essere rispettate anche da chi ha una carnagione più scura (è comprovato che il sole a certe orari della giornata sia molto pericoloso per la pelle di chiunque), potrebbero essere bypassate dalla crema solare che si beve, un prodotto che è già in vendita negli Stati Uniti e nel Regno Unito ad un costo equivalente più o meno ai nostri 15 euro.
La crema solare bevanda si chiama Harmonised H20 UV, è venduta in un flacone da 100 ml e secondo i suoi creatori offre una protezione di 3 ore. Il suo effetto è comparabile a quello di una normale protezione solare 30 spalmabile, con la caratteristica di riuscire a filtrare il 97% dei raggi UV.

La crema solare che si beve Harmonised H20 UV è un prodotto della società americana Osmosis Skincare. Sul sito ufficiale sono anche spiegate le modalità d’uso:

– Bere 2ml di crema solare insieme a 2ml di acqua un’ora prima di esporsi al sole.
– Monitorare attentamente la situazione nell’arco della prima mezz’ora in cui la crema agisce.
– Trascorse 2 ore, bere altri 2 ml di crema Harmonised H20.
– Nell’eventualità di un’esposizione prolungata al sole nella fascia oraria più calda (12-15) si consiglia di abbinare alla protezione da bere anche una crema solare spalmabile.

Il dottor Ben Johnson, fondatore della ditta Osmosis Skincare spiega che la crema solare che si beve agisce dall’interno “vibrando” sulla pelle.

Bene, questo è il funzionamento e la descrizione, seppur non nei dettagli perché sinceramente, col colorito bianco Transilvania di cui madre natura mi ha premurosamente fatto dono, non avrei il coraggio di espormi al sole senza prima spalmarmi nove chili di protezione solare classica.

Su Facebook qualche coraggioso che l’ha provata ne ha parlato in toni entusiastici, quindi al momento le recensioni sembrano essere positive.
Ma, e qui c’è un “ma” grosso quanto una casa:

siamo certi che “bere” una crema solare sia salutare? Immaginiamo che prima di mettere in commercio Harmonised h20 uv, i ricercatori abbiano svolto tutti i test del caso, quindi non “dovrebbero” esserci controindicazioni. Tuttavia si tratta pur sempre di bere dei prodotti chimici e con il tempismo che hanno i media nell’avvertirci quando una bevanda è pericolosa (il caso della Coca cola ne è un esempio), non mi sentirei di consigliare al 100% questa protezione solare al mio migliore amico.
Certo, l’idea di non dover più riempirsi di crema è parecchio allettante. Soprattutto se bisogna spalmarsela tutta da soli, perfino nelle parti difficilmente raggiungibili come le spalle.

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