Danilo Coppola condannato, Silvia Necci assolta

By | 1 aprile 2016

Coppola condannato, assoluzione per NecciL’immobiliarista romano Danilo Coppola è stato oggi condannato a 9 anni di reclusione dal Tribunale di Roma. L’uomo era accusato di bancarotta in relazione al fallimento, tra il 2007 e il 2008, di varie aziende

 

 

 

Interdizione perpetua dai pubblici uffici

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La storia che vede protagonista Coppola è simile a quella di un altro immobiliarista romano, Stefano Ricucci. Assieme a Danilo, i giudici romani hanno condannato altre 9 persone, assolvendone 4, tra cui Silvia Necci. In aggiunta alla reclusione, i magistrati hanno inflitto ai 10 condannati l’inabilitazione ad esercitare cariche pubbliche per 10 anni. Coppola, inoltre, è stato interdetto per sempre dall’esercizio di pubblici uffici. La Procura aveva chiesto per l’immobiliarista 13 anni e mezzo di reclusione. L’accusa sostiene che Coppola ha agito in modi diversi per far fallire diverse società, tra cui Spica Immobiliare, Gabbiano Immobiliare, Montenapoleone e Gabbiano Immobiliare. Danilo, ad esempio, avrebbe svuotato le casse di gran parte delle aziende, esponendole a una situazione debitoria, nei confronti dello Stato, decisamente importante.

Si è sempre detto estraneo alla vicenda

Il pm non hanno dubbi: Danilo Coppola ha agito illecitamente, facendo fallire tante aziende tra il 2007 e il 2009: l’uomo, sebbene si sia sempre dichiarato innocente, è stato condannato per associazione a delinquere finalizzata all’appropriazione indebita, al falso ideologico, all’evasione fiscale e alla bancarotta fraudolenta. L’anno scorso, ad aprile, l’immobiliarista ha affermato di non meritarsi una condanna perché ha sempre agito lecitamente:

“Io ho sempre fatto l’imprenditore e mi sono trovato con la vita distrutta e devastata, pagando carissimo ciò che altri avevano fatto. Io individuavo un immobile, lo compravo attraverso una mia società, lo ristrutturavo e poi lo rivendevo ad altra mia società. Facevo crescere il patrimonio della mia holding con finanziamenti intercompany nell’ambito di una logica di gruppo. Gianni Agnelli mi disse una volta che pagava gli stipendi ai dipendenti Alpitour con i soldi della Fiat. Io non ho mai saputo nulla di contabilità e fiscalità. L’esperto era l’avvocato Alfonso Ciccaglione, commercialista nonché mio stretto collaboratore, del quale mi fidavo ciecamente, tanto che gli davo 100.000 euro al mese. Era lui che seguiva tutte queste operazioni che oggi la Procura mi contesta”.

Insomma, Coppola ha rivelato di non capire nulla di contabilità, scaricando tutte le responsabilità su Ciccaglione. I giudici, intanto, l’hanno condannato.

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