Dj Fabo, pm: ‘Lo Stato è anche Marco Cappato’

By | 18 gennaio 2018

Dj Fabo, pm sostengono Cappato in aulaDj Fabo chiese a Marco Cappato, tesoriere dell’associazione Luca Coscioni, di andare a morire in Svizzera. Fabiano Antoniani era rimasto cieco e tetraplegico dopo un brutto incidente stradale. Adesso Cappato rischia la condanna per istigazione e aiuto al suicidio. La Procura, però, vuole salvarlo. Durante le indagini preliminari, il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano e il pm Sara Arduini volevano che per Cappato fosse disposta l’archiviazione. Il magistrato Luigi Gargiulo, però, le aveva obbligate a chiedere il rinvio a giudizio. Nonostante ciò, nonostante il giudizio, i magistrati inquirenti sostengono l’innocenza di Marco Cappato.

La strategia dei pm

In aula, invece di accusare Cappato, i pm lo hanno difeso. Il tesoriere dell’associazione radicale Luca Coscioni ha aiutato dj Fabio ad uscire da un mondo buio e pieno di dolore. Un inferno più che un mondo. Tutta colpa di quell’incidente stradale.

La tattica dei pm è dimostrare, da un lato, che Cappato
aveva deciso autonomamente di portare Antoniani in Svizzera (allontanando così la fattispecie incriminatrice di ‘istigazione’), dall’altro che il tesoriere dell’associazione Luca Coscioni non ha partecipato alle attività che hanno provocato il decesso del dj Fabo.

I pm hanno asserito in aula che se la Corte considerasse punibile Cappato, verrebbe richiesto alla Corte costituzionale l’esame dell’articolo 580 C.p., ovvero quello che sanziona il reato. Tale articolo, decisamente vetusto, sarebbe stato travolto sia dalla giurisprudenza italiana che europea.

Dj Fabo: ‘Se questo è un uomo’

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In aula i pubblici ministeri hanno richiamato la sentenza 3147/98 della Cassazione, quella che ha statuito che l’ordinamento italiano ‘ha inteso tutelare il bene supremo della vita, sanzionando penalmente qualsiasi interferenza o partecipazione, sia di natura psichica o morale che di natura fisica o materiale, non soltanto nella ideazione, ma anche nella realizzazione del proposito suicida espresso da altri’.

Tiziana Siciliano, a un certo punto, ha detto in aula, riferendosi ad Antoniani: ‘Viene da dire se questo è un uomo… Noi pubblici ministeri rappresentiamo lo Stato. E lo Stato è anche l’imputato Marco Cappato. Anche nell’Utopia di Tommaso Moro del 1516 si diceva che c’è nella sofferenza umana un diritto a scegliere la fine ma sotto il prudente controllo di un sacerdote o di un magistrato…’.

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