Donna russa imbalsamata viva: doveva essere un intervento semplice

By | 11 aprile 2018
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russia-donna-imbalsamata-viva-mediciLe avevano detto che l’intervento era semplice, invece è stato un dramma. Una donna russa è stata letteralmente imbalsamata durante un’operazione. Lo hanno rivelato i parenti della vittima. Ekaterina Fedyaeva aveva 22 anni e le erano state diagnosticate cisti ovariche. Sacche piene di liquido si possono attaccare alle ovaie e, nella maggioranza dei casi, vanno via da sole. Qualche volta può rendersi necessario l’intervento chirurgico.

Operazione nell’ospedale di Ulyanovsk

I parenti della Fedyaeva hanno confermato che alla 22enne erano state diagnosticate le cisti ovariche e che doveva sottoporsi a una normale procedura laparoscopica per l’asportazione delle cisti. L’intervento era stato eseguito lo scorso marzo in un ospedale di Ulyanovsk, cittadina nella Russia occidentale.

I medici e gli infermieri russi hanno commesso un errore fatale durante l’operazione. Secondo l’agenzia di stampa Tass, invece di somministrare la soluzione salina, il personale sanitario ha inserito formalina nell’addome di Fedyaeva. La formalina è un composto contenente formaldeide, che viene usata per preservare i cadaveri. Il personale sanitario ha tentato di pulire l’addome della donna russa ma era tardi. Fedyaeva è stata imbalsamata viva.

‘Mamma, sto morendo’

Valentina, la suocera di Fedyaeva, ha riferito a RT che dopo l’operazione la ragazza aveva detto a sua madre: ‘Mamma, sto morendo’. La madre aveva pensato che quelle parole fossero dettate dal dolore post-operatorio. Invece la 22enne stava morendo veramente. Pian piano tutti i suoi organi si sono ‘spenti’, fino al decesso.

Quello che è accaduto all’ospedale di Ulyanovsk è una ‘terribile tragedia’ per Rashid Abdullov, ministro della Salute, della Famiglia e del Benessere sociale. Il ministro ha twittato: ‘Le mie più sentite condoglianze alla famiglia, ai parenti di Ekaterina Fedyaeva. Questa è una terribile tragedia. Forniremo tutto l’aiuto necessario alla famiglia. I responsabili della tragedia sono già sotto inchiesta e le agenzie investigative continuano a lavorare’.

E’ ancora poco chiara la causa della tragedia avvenuta nell’ospedale russo. Abdullov ha detto che medici e infermieri non sarebbero stati attenti e non avrebbero letto l’etichetta sulla sostanza chimica deleteria prima di somministrarla alla paziente, in occasione dell’intervento chirurgico.

Fedyaeva era stata immediatamente trasportata, in pessime condizioni, all’AI. Burnazyan Centro medico e biofisico federale, a Mosca. Il personale sanitario di tale struttura aveva cercato di salvarla. La ragazza avrebbe anche ripreso conoscenza, per pochi minuti, nonostante la sua grave insufficienza multiorgano. La 22enne era stata mantenuta in vita con varie macchine che sostenevano reni e polmoni.

Il corpo della donna russa imbalsamata non riusciva a restituire il veleno. Amici e parenti della 22enne russa sono affranti. La ragazza imbalsamata viva è stata descritta come una donna ‘dolce’ e ‘tenera’ strappata alla vita prematuramente.

Medici e paramedici russi rischiano il carcere

Sergey Morozov, governatore di Ulyanovsk, e le autorità locali hanno avviato un’indagine sull’incidente. Il direttore dell’ospedale di Ulyanovsk e tutti i medici e paramedici coinvolti nell’intervento chirurgico sono stati licenziati. Le autorità locali hanno detto che tali soggetti, se condannati, potrebbero passare molto tempo in carcere.

La madre della vittima, Galina Baryshnikova, non dimenticherà mai i terribili momenti successivi all’intervento: ‘Le sue gambe si muovevano, lei aveva delle convulsioni, tutto il suo corpo stava tremando. Le ho messo delle calze, poi una veste, poi una coperta, ma stava tremando così tanto che non riesco nemmeno a descriverlo’.

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