Elicottero Marina Militare si schianta in acqua: membri equipaggio salvi

By | 6 aprile 2018

elicottero-operazione-mare-sicuro-incidenteSono salvi i componenti dell’equipaggio di un elicottero della Marina militare finito in mare durante l’operazione Mare Sicuro. L’incidente è avvenuto nel Mediterraneo centrale, mentre il velivolo stava svolgendo un’esercitazione notturna. Tempestivo il soccorso dei 5 componenti dell’equipaggio, subito portati su una nave militare ‘per le necessarie valutazioni e cure sanitarie’. A rassicurare sulle condizioni dei militari è stato nientemeno che lo Stato maggiore della Difesa.

Elicottero imbarcato su nave Borsini

Fonti della Difesa dicono che ‘l’elicottero era imbarcato su nave Borsini. Durante un’attività notturna programmata di addestramento, è caduto in mare per cause ancora sconosciute. Le attività di soccorso per il recupero dell’equipaggio sono scattate con immediatezza e sono stati prontamente recuperati i cinque membri dell’equipaggio, poi trasferiti a bordo di nave Borsini’.

Le 5 persone a bordo dell’elicottero finito in acqua sono state salvate immediatamente ma finora non è stato detto nulla sulle loro condizioni. In queste ore si stanno svolgendo gli accertamenti per scoprire la causa dell’incidente.

Avvicendamento al Comando tattico dell’operazione Mare Sicuro

L’incidente nel Mediterraneo è accaduto pochi giorni dopo l’avvicendamento al Comando tattico dell’operazione Mare Sicuro. La cerimonia si è svolta davanti all’isola di Lampedusa, sulla nave Andrea Doria, in presenza del Comandante in capo della Squadra navale, Ammiraglio di Squadra Donato Marzano. Il contrammiraglio Angelo Virdis, dopo aver lavorato alacremente nel Mediterraneo centrale per oltre un mese, ha passato il testimone al contrammiraglio Flavio Biaggi. Virdis aveva iniziato a comandare nel Mediterraneo centrale lo scorso 5 febbraio 2018. Durante le attività ha potuto avvalersi anche di team della Brigata Marina San Marco.

Il presidio del Mediterraneo centrale

Il Mediterraneo centrale va presidiato giorno e notte. È questo il motivo per cui il 12 marzo di 3 anni fa venne inaugurata l’operazione Mare Sicuro, connotata da un impianto navale con funzione di presenza, sicurezza marittima e sorveglianza. L’obiettivo primario è difendere gli interessi del Paese in un punto strategicamente importante. L’operazione Mare Sicuro comprende, dallo scorso 1 gennaio 2018, anche operazioni di supporto della Marina Militare e Guardia Costiera libiche nel porto di Tripoli.

Il varo del cacciatorpediniere Andrea Doria, comandato del capitano di vascello Valentino Rinaldi, risale al 14 ottobre del 2005 presso i Cantieri di Riva Trigoso. Il natante venne consegnato alla Marina Militare due anni dopo. Il cacciatorpediniere può svolgere innumerevoli funzioni, è un natante multiruolo e per questo viene usato in numerosi e diversi tipi di missione.

Uno dei natanti che diverse volte ha ricoperto il ruolo di nave sede di comando dell’operazione Mare Sicuro è la fregata Alpino, la quinta delle 10 FREMM italiane fabbricate per dare supporto al programma italo-francese Fregata Europea Multi Missione (FREMM). Sei FREMM sono in assetto polivalente e quattro in assetto antisommergibile come Nave Alpino. Quest’ultima vanta un equipaggio di 156 persone (uomini e donne) ed è polivalente.

La Nave Alpino è lunga 144 metri ed è stata progettata e realizzata nel segno della novità e della duttilità. Può operare benissimo per tutelare gli interessi nazionali e soddisfare qualsiasi bisogno in mare, anche quelli inaspettati. Lo scorso gennaio Alpino è stata conferita alla base di Taranto.

Tra gli scopi dell’operazione Mare Sicuro segnaliamo anche la difesa delle piattaforme petrolifere di interesse nazionale ubicate in acque internazionali e la tutela dei mezzi italiani da eventuali incursioni di organizzazioni criminali.

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