Se fai troppi straordinari muori: la storia di Miwa Sado, giornalista giapponese

By | 6 ottobre 2017

Troppi straordinari fanno male: il caso della giornalista SadoTanti lavoratori, nel mondo, per scelta o imposizione effettuano tante ore di straordinari. In ogni Paese ci dovrebbe essere un limite alle ore di straordinari ma spesso tale soglia viene agilmente oltrepassata e la salute psicofisica dei lavoratori viene meno. Se fai troppi straordinari puoi anche morire. Tale assunto è comprovato dalla storia di Miwa Sado, una giornalista giapponese morta a soli 31 anni. Il decesso è stato dovuto alle troppe ore di lavoro: 159 in un mese e due soli giorni di riposo. L’emittente statale nipponica Nhk ha dichiarato che la morte della Sado, risalente al 2013, fu un caso di ‘karoshi’, ovvero troppo lavoro. La problematica riguarda più di 2.000 persone l’anno in Giappone. Sono passati 4 anni dalla morte della giornalista giapponese e solamente adesso l’emittente pubblica riconosce il motivo del decesso: le innumerevoli ore di lavoro a cui era sottoposta. Gli straordinari, insomma, uccisero Miwa. Tre anni fa, le autorità che monitorano le condizioni dei lavoratori giapponesi avevano affermato che la morte della giornalista 31enne era stata dovuta a un’insufficienza cardiaca congestizia, ovvero una patologia che debilita non poco i muscoli cardiaci che, alla fine, non riescono più a pompare il sangue.

Giornalista sottoposta a ritmi lavorativi ‘infernali’

Nel 2013 Miwa Sado venne sottoposta a ritmi lavorativi ‘infernali’. Seguì contemporaneamente le elezioni della Camera dei Consiglieri (equivalente al nostro Senato, ndr) e dell’Assemblea metropolitana di Tokyo. La trentenne non si riposò praticamente mai e alla fine il suo cuore cedette al peso delle tante ore ore di lavoro. Una morte che si poteva senza dubbio evitare. Una morte da troppo lavoro.

Troppi straordinari nuocciono gravemente alla salute. Il caso della giornalista giapponese Miwa Sado lo dimostra. Masahiko Yamahuchi, funzionario dell’emittente televisiva, ha affermato che il decesso della Sado deve far meditare sulla necessità di apportare cambiamenti nell’organizzazione del lavoro in Giappone.

Il mondo del lavoro giapponese deve mutare

La cultura del lavoro, in Giappone, è molto rigorosa. Forse adesso è ora di cambiare un po’, a meno che non si vogliano uccidere altri lavoratori. Il dibattito sul sovraccarico di lavoro nel Paese orientale si è riaperto proprio quando l’emittente Nhk ha riconosciuto che la morte della giornalista era conseguenza dei troppi straordinari, delle troppe ore di lavoro, 159, in un mese. La morte della trentenne dovrebbe portare le autorità nipponiche a mutare qualcosa nel mondo del lavoro giapponese. E’ inaccettabile che i lavoratori vengano sottoposti a veri e propri ‘tour de force’ in ufficio. Il cuore potrebbe risentirne e alla fine cedere.

C’è chi, per lo stress, in Giappone, arriva  addirittura a suicidarsi. Matsuri Takahashi, impiegata presso l’agenzia pubblicitaria Dentsu, aveva solo 24 anni quando, nel 2015, aveva deciso di togliersi la vita. Prima di farla finita era molto stressata a causa delle tante ore di straordinari, oltre 100 negli ultimi mesi. Matsuri era morta proprio il giorno di Natale. Prima di suicidarsi aveva postato messaggi del tipo ‘ Voglio morire’ e ‘Sono fisicamente e mentalmente frantumata’.

Era stata proprio la morte della Takahashi a portare il premier Shinzo Abe a rivedere l’organizzazione del lavoro, in Giappone, in modo da scongiurare altre morti. Troppo lavoro in Giappone. Impiegati e operai effettuano molti straordinari anche per dimostrare ai superiori l’attaccamento al loro lavoro. Non ci sono prove, comunque, dell’impatto positivo sulla produttività dei troppi straordinari.

Il Governo giapponese sta studiando a un piano che prevede una soglia massima di straordinari mensili pari a 100 ore e sanzioni pesanti per le aziende che impongono ai lavoratori di superare tale limite.

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