Fungaiolo decapitato a Lumarzo: la testa è introvabile

By | 13 ottobre 2016

Albano Crocco era uscito di casa alle 7 per raccogliere funghi ma non è più tornato

 

E’ mistero a Lumarzo (Genova), dove lo scorso 11 ottobre 2016 è stato ritrovato il cadavere decapitato di un fungaiolo 68enne, Albano Crocco. L’uomo era uscito di casa per cercare funghi ma non è più tornato. Il cadavere è stato scoperto nel pomeriggio.

Il fungaiolo aveva litigato con un parente

Chi ha ucciso il fungaiolo di Lumarzo? Gli investigatori non escludono nessuna ipotesi. Non è escluso neanche che sia stato un parente o conoscente ad ucciderlo. I carabinieri di Chiavari e di Genova sono al lavoro per fare luce sulla vicenda. La testa dell’infermiere in pensione, appassionato di funghi, caccia e bocce, non è stata ancora ritrovata. Gli inquirenti hanno affermato che sulle indagini c’è la massima riservatezza. Pare che il fungaiolo non fosse in buoni rapporti con un parente, quindi non è escluso che quest’ultimo lo abbia ucciso. Crocco sarebbe stato dapprima freddato con un’arma da fuoco; poi il killer gli avrebbe tagliato la testa con un machete. Gli inquirenti hanno trovato molto sangue a circa 100 metri dal luogo del ritrovamento del cadavere del fungaiolo genovese. E’ probabile che l’omicida abbia trascinato il corpo esanime dell’infermiere in pensione in un luogo appartato per non farlo notare. Il medico legale ha affermato che il fungaiolo è stato ucciso con un colpo di arma da fuoco sparato a una distanza ravvicinata. Sarà comunque l’esame autoptico a permettere di scoprire l’esatta causa del decesso.

Nessuna pista è esclusa, insomma, nel caso del fungaiolo ucciso a Lumarzo. Adesso i carabinieri di Chiavari e Genova dovranno cercare di ‘sbrogliare la matassa’. Gli inquirenti non escludono che dietro al delitto ci sia un diverbio tra parenti dovuto a questioni di proprietà. Nello specifico, si vuole fare luce sul rapporto tra la vittima e un cugino. Pare che i 2, in passato, avessero litigato. Attualmente i sospettati sono 3 e non si esclude che, nelle prossime ore, possano arrivare i primi arresti. Alcuni testimoni hanno rivelato agli investigatori che un cugino, residente in una villa non molto distante dal bosco in cui è stata fatta la macabra scoperta, aveva minacciato tempo fa il fungaiolo.

Un caso “interessante” per i carabinieri diretti da Michele Lastella

I carabinieri diretti dal maggiore Michele Lastella hanno descritto “interessante” il caso. Sembra che Albano Crocco avesse vinto, recentemente, una causa contro alcuni parenti relativamente alla proprietà di un terreno. E’ probabile, dunque, che uno o più parenti si siano voluti vendicare per la ‘disfatta giudiziaria’.

Ad allertare le forze dell’ordine, l’altro ieri, è stata la moglie di Albano. Questo era uscito di casa alle 13 per raccogliere i funghi ma, alle 13, non era rincasato. Le indagini sono partite subito e, in men che non si dica, è stata fatta la tragica scoperta. Qualcuno doveva odiare moltissimo il fungaiolo ligure, a giudicare dalla crudeltà usata per ucciderlo. Il killer avrebbe usato una mannaia o un machete per tagliare la testa al 68enne. Si indaga senza soste e si cerca la testa del fungaiolo. I militari svolgono le indagini con l’ausilio dei cani molecolari ma della testa di Crocco neanche l’ombra.

Inizialmente i carabinieri avevano pensato a un incidente, anche perché il ritrovamento era stato fatto di notte. Poi, la constatazione che il fungaiolo non è morto accidentalmente: qualcuno lo ha freddato. Albano Crocco era uscito di casa per raccogliere i funghi o forse aveva un appuntamento con qualcuno, magari il suo killer?

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