Funghi allucinogeni per curare la depressione

By | 5 luglio 2014

Funghi allucinogeni, il valore terapeutico delle allucinazioni

funghi allucinogeni
I funghi allucinogeni, solitamente vietate, perché considerato pericolose droghe che alterano la nostra percezione della realtà, potrebbero divenire uno dei farmaci più utilizzati per curare persone affette da disturbi psichici. Si scopre infatti che essi inducano davvero in una fase di sogno, ad occhi aperti, che a livello celebrale non è molto dissimile da quel che accade quando dormiamo e stiamo sognando.
Quando si fa utilizzo di funghi allucinogeni è come si si venisse trasportati in altro mondo, vivendo un’esperienza molto vicina a quelle dei sogni. Ora uno studio condotto tra i neuroscienziati dell’Imperial College di Londra, in collaborazione con la Goethe University di Francoforte, ha scoperto un motivo per cui il principio attivo presente nei funghi allucinogeni, la psilocibina, induce dei cambiamenti e delle alterazioni nel nostro cervello che sembrano piuttosto simili a ciò che accade quando viviamo un’esperienza onirica.
“Per la prima volta, abbiamo una rappresentazione fisica di quello che un fungo allucinogeno fa al cervello”. Ha detto Robin Carhart-Harris, dell’Imperial College di Londra, uno dei neuroscienziati che hanno collaborato all’interessante ricerca.

L’esperimento dei funghi allucinigeni

L’esperimento è stato condotto iniettando in 15 persone la psilocibina liquida mentre la loro attività celebrale veniva controllata tramite uno scanner fMRI. Le scansioni hanno mostrato i movimenti del sangue all’interno del cervello, offrendo una mappatura delle aree che lavorano maggiormente durante l’assunzione del principio attivo dei funghi allucinogeni.
Le immagini ottenute mentre i volontari erano sotto l’influenza del farmaco sono state confrontate con quelle adottate quando alle stesse persone è stato iniettato un placebo inerte. Durante le fasi successive all’iniezione di psilocibina, si è verificata una maggiore attività nelle zone dell’ippocampo e nella corteccia anteriore, aree note perché coinvolte nelle emozioni e nella formazione di ricordi. Queste zone sono spesso indicate come le aree primitive del cervello poiché sono state alcune delle prime parti ad evolversi.
Parallelamente alla maggiore attività dell’ippocampo e della corteccia celebrale è stata riscontrata una minore attività nelle zone meno primitive del cervello, come il talamo ed la corteccia posteriore e mediale prefrontale, aree deputate invece all’auto controllo e al pensiero superiore.
Lo stessa mappatura del cervello così ottenuta è stata riscontrata a quella ottenuta durante le fasi di sogno indotto nei pazienti, scoprendo con sorpresa che i due stati sono quasi identici.
“Ciò è chiaro, perché ci dà l’idea che le sostanze psichedeliche aumentano la gamma emotiva”. Ha sempre spiegato Carhart-Harris.
Lo psichiatra Adam Winstock del Maudsley Hospital e del Lewisham Drug and Alcohol Service di Londra, sostiene che la psilocibina, così come le altre sostanze psichedeliche, potrebbero avere un alto valore terapeutico a causa della loro capacità di sondare in profondità gli angoli primordiali del cervello umano.
“Il sogno sembra essere un veicolo essenziale per l’elaborazione emotiva inconscia e per l’apprendimento”. Ci dice Adam Winstock. Tramite l’uso della psilocibina per entrare in stati onirici, la gente potrebbe trattare le tensioni dovute ai traumi o alla depressione. “Potrebbe sopprimere tutti i disturbi dell’auto-inganno che impedisce la nostra capacità di cambiare e di crescere.
Ora lo stesso gruppo di scienziati vuole spingersi oltre, scoprendo l’effetto, ed il possibile valore terapeutico, di certe droghe pesanti, come LSD ed altre ancora. Ma da qui al loro reale utilizzo in medicina passerà sicuramente molto tempo. Intanto le ricerche continuano a spingersi oltre.

Category: News Salute

About Pamela Tela

Scrivo news giornaliere scegliendo quelle più interessanti per i lettori, amante del cinema e dei libri. Mi piace leggere e a volte anche correre :)

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