Gatto randagio indiziato di tentato omicidio: mistero in Giappone

By | 15 novembre 2017

Giappone, gatto avrebbe cercato di uccidere anzianaIn Giappone possono finire sul banco degli imputati, anzi degli indiziati, anche i gatti. E’ veramente curiosa la storia del gatto randagio che adesso è il maggiore indiziato di un tentato omicidio avvenuto a Mifune, città giapponese. Una donna di 82 anni, malata e costretta a passare le sue giornate su un letto, è stata trovata con tanti tagli, anche profondi, sul volto. L’anziana non riesce a parlare, quindi è difficile scoprire chi sia stato a procurarle quelle ferite. Secondo alcuni media, gli investigatori nipponici si sarebbero concentrati su un gruppo di gatti randagi che vivono nei pressi della casa dell’82enne Mayuko Matsumoto. La figlia dell’anziana ha riferito a un’emittente locale: ‘Quando l’abbiamo trovata aveva il volto zuppo di sangue. Non sapevo cosa fosse accaduto’. Gli investigatori hanno subito accertato l’assenza di segni di effrazione. Nessuno aveva forzato nulla. Probabile, dunque, un ‘assalto felino’. La Matsumoto sarebbe stata aggredita da un gatto anche perché le lesioni sul volto sono compatibili con quelle che possono causare i felini con le loro unghie.

Sangue umano sotto le unghie di un gatto

Un gatto randagio entra in casa e cerca di uccidere una signora sul letto. E’ questa l’ipotesi più autorevole per la Polizia di Mifune. Gli investigatori si sono messi subito alla ricerca dei gatti randagi che vivono vicino alla casa della Matsumoto.

Sembra che sotto le unghie di uno dei piccoli felini sia stato trovato del sangue umano, forse quello dell’82enne. Un’emittente televisiva giapponese ha riferito che i poliziotti hanno ordinato l’esame di un campione di sangue preso dal gatto indiziato di tentato omicidio.

Un portavoce degli investigatori non ha voluto rilasciare commenti al ‘The Japan Times’ ma non na negato la curiosa notizia riportata da tanti media, anche stranieri.

Matsumoto, secondo alcuni media, non è in grado di parlare e per questo non ha reso informazioni utili, dati che potrebbero permettere agli inquirenti di fare luce sull’aggressione. Unica cosa certa è che nessuno aveva cercato di mettere a segno una rapina in casa, non essendo stati notati segni di effrazione.

Quelle ferite sul volto dell’anziana giapponese sembrano agli investigatori dei graffi di gatto e per questo le indagini si sono riversate sulla colonia felina stanziata nelle vicinanze dell’abitazione dell’82enne.

‘La polizia sta analizzando un campione di sangue preso dall’unghia del gatto che avrebbe graffiato la vittima’, ha riportato l’emittente nazionale NHK.

Graffi del gatto: rischio infezioni

E’ necessario verificare se l’anziana giapponese sia stata graffiata da un gatto randagio perché i graffi dei felini, oltre a provocare la fuoriuscita di molto sangue, causano infezioni, come la bartonellosi.

La bartonellosi è un’infezione provocata dal batterio bartonella henselae, che viene diffuso nella maggior parte dei casi dal graffio o morso di un gatto. Non a caso la patologia è stata ribattezza ‘malattia del graffio di gatto’. E’ difficile contrarre la bartonellosi dai cani od altri animali domestici.

Come accorgersi della bartonellosi? La zona del graffio del micio diventa rossa e si forma una piccola crosta. Dopo qualche settimana dal graffio possono comparire sintomi come mal di testa, febbre e inappetenza. Se la persona gode di buona salute, quindi ha un sistema immunitario efficiente, la patologia generalmente va via da sé dopo qualche mese. Negli altri casi, bisogna rivolgersi a un medico che, in genere, prescrive antibiotici, sulfamidici e analgesici, da assumere per circa 10 giorni.

Chi possiede un gatto deve assolutamente portarlo spesso dal veterinario ed usare antiparassitari. Dopo aver accarezzato il micio, inoltre, bisogna sempre lavarsi accuratamente le mani. In caso di morsi e graffi, la ferita va lavata e disinfettata immediatamente.

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