Incinta dopo lo stupro: abortisce e viene condannata

By | 14 dicembre 2017

El Salvador Evelyn condanna stupro abortoUna ragazza di El Salvador è stata condannata a 30 anni di reclusione per aver abortito dopo uno stupro. La 19enne Evelyn Beatriz Hernandez Cruz sarebbe solo l’ultima vittima di una giustizia impietosa verso le donne che vengono stuprate nel Paese centroamericano. La giustizia di El Salvador, per molti, ha fallito nuovamente. Per i magistrati la ragazza è colpevole perché non aveva provato a  chiedere assistenza. La mancata ricerca di assistenza equivale, per la Corte, a un omicidio.

Aborto in bagno

Evelyn Beatriz, una studentessa delle superiori di Cuscatlan (parte orientale di El Salvador)  aveva partorito in bagno l’anno scorso, ad aprile, dopo aver lamentato forti dolori allo stomaco e alla schiena.

La ragazza era al terzo trimestre di gravidanza ma non si era mai resa conto di essere incinta. Nel momento dell’aborto, in bagno, aveva 18 anni. A metterla incinta era stato un membro di una gang, che per mesi l’aveva stuprata e sottoposta a pesanti angherie.

Giudice dalla parte del pm

Il giudice, una donna, ha accolto in pieno la tesi del pubblico ministero, secondo cui la ragazza non avrebbe voluto il figlio, frutto dello stupro, gettandolo poi nel water per disfarsene.

Non finisce qui. Nella condanna il giudice ha statuito che la Hernandez non aveva ucciso il figlio da sola ma sarebbe stata aiutata dalla madre, che quindi potrebbe essere penalmente responsabile dell’omicidio.

Il magistrato di El Salvador ha dato pienamente ragione al pm, sanzionando duramente la 19enne, che dovrà passare in prigione molti anni.

Morena Herrera, direttrice del Gruppo per la depenalizzazione dell’aborto, ha detto che la sentenza è frutto dei pregiudizi del magistrato e del pubblico ministero.

‘La sentenza che condanna Evelyn a 30 anni di carcere dimostra come a El Salvador la giustizia non si basa su prove dirette, su prove sufficienti a chiarire cosa ha fatto veramente una donna’, ha dichiarato la Herrera.

El Salvador, dove l’aborto è sempre illegale

El Salvador è una delle poche nazioni al modo dove l’aborto è sempre illegale, in tutte le circostanze è vietato interrompere la gravidanza.

Il rigido regime normativo in tema di aborto ha portato in carcere molte donne, specialmente quelle povere, che hanno avuto problematiche di tipo ostetrico.

Sono ormai 20 anni che nella nazione centroamericana l’aborto è vietato in tutte le circostanze. Il legislatore introdusse la normativa senza interpellare il popolo, privando, di fatto, le donne di un diritto importante. I promotori della riforma furono alcuni politici conservatori legati alla Chiesa Cattolica.

Proposta di legge per mitigare l’attuale normativa

Nel Parlamento di El Salvador è ‘insabbiata’ da molto tempo una proposta di legge che attenua la rigidità dell’attuale normativa che disciplina l’aborto. La proposta prevede, ad esempio, la possibilità per la donna di abortire in caso di stupro, malformazioni del feto, o grave pregiudizio all’incolumità psicofisica.

La Hernandez giura di non essersi mai accorta di aspettare un figlio. Lo aveva scoperto solo in ospedale, dove si era recata per i forti dolori addominali.

La ragazza era stata arrestata poco dopo aver dato alla luce il feto morto in bagno. Prima di essere portata in carcere, la giovane era stata trattenuta in ospedale per una settimana. I medici le avevano riscontrato un’infezione del tratto urinario e anemia.

Tante ragazze di El Salvador sono finite in prigione dopo l’aborto. ‘La sentenza non riflette le prove addotte in tribunale. E’ una decisione che si basa sulla morale, non certo sulla legge e sulla giustizia’, ha detto Dennis Munoz.

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