Insegnanti islamiche non possono indossare velo nelle classi tedesche

By | 10 maggio 2018

Insegnante col velo islamico non potrà insegnare a BerlinoVietato insegnare nei luoghi pubblici con abiti di chiaro significato religioso. Accade in Germania. La legge tedesca è chiara al riguardo. Le insegnanti islamiche non possono entrare in classe con l’hijab, tradizionale velo islamico. Lo ha stabilito il tribunale del Lavoro di Berlino, rigettando il ricorso di una musulmana che era stata allontanata dalla scuola perché indossava il velo islamico. Si attendeva da tempo una decisione del genere. Il caso era diventato l’emblema dell’antitesi tra libertà di manifestare il proprio credo religioso e laicità dello Stato.

Il principio della neutralità

L’avvocato che ha difeso il Municipio di Berlino, Seyran Ates, esulta. La donna, nota avvocatessa femminista, aveva spiegato davanti ai giudici che insegnanti, poliziotti e funzionari pubblici non possono indossare indumenti che hanno un chiaro significato religioso, come gli hijab e i kippah, invocando il principio di neutralità.

I giudici di Berlino hanno affermato che l’insegnante musulmana non era stata assolutamente discriminata per motivi religiosi, essendo il principio di neutralità contemplato dalla Carta costituzionale tedesca.

Insegnante islamica assunta e sospesa l’anno scorso

‘La libertà di religione della donna non dovrebbe avere la precedenza sull’interesse della Regione di Berlino nell’organizzare le scuole primarie secondo il principio della neutralità’, hanno spiegato i magistrati tedeschi.

L’insegnante islamica aveva fatto causa alla scuola di Berlino perché voleva assolutamente insegnare col suo hijab. L’istituto tedesco l’aveva assunta l’anno scorso ma la sospensione era già scattata dopo il primo giorno di scuola. La donna era stata trasferita in una classe di accoglienza per bimbi rifugiati.

In Germania la normativa sui copricapo islamici è diversa nei 16 Stati federali. La legge nazionale, comunque, vieta a tutti i dipendenti pubblici di coprirsi il volto, a meno che non vi siano ragioni di sicurezza e salute; si pensi ad esempio ai vigili del fuoco che indossano macchine respiratorie. E’ facilmente intuibile che in Germania nessuno si può presentare nei luoghi pubblici con hijab, burka od altri indumenti di chiaro significato islamico.

Seehofer: ‘L’Islam non appartiene alla Germania’

Lo Stato bavarese, molto cattolico, ha stabilito recentemente che le croci cristiane, già fissate nelle aule scolastiche e dei tribunali, venissero messe anche negli ingressi degli edifici dell’amministrazione statale.

Il neo ministro dell’Interno, Horst Seehofer, ha recente suscitato più di una polemica in Germania perché ha fatto intendere che in tale nazione c’è spazio solo per il cristianesimo. ‘L’Islam non appartiene alla Germania. La Germania è stata forgiata dal cristianesimo’, ha detto Seehofer ai microfoni del Bild, aggiungendo: ‘Dal cristianesimo ha tratto le sue domeniche libere e le sue festività religiose o i riti come Pasqua, Pentecoste o Natale. Certo, i musulmani che vivono da noi appartengono alla Germania, ma questo non significa che noi dobbiamo per questo motivo rinunciare alle nostre tradizioni tipiche per un riguardo eccessivo e sbagliato’.

Seehofer è stato per molto tempo governatore della Baviera ed ha contestato spesso la cancelliera Merkel per le modalità di gestione dei flussi migratori. Le parole aspre di Seehofer sui musulmani, comunque, avevano sollevato polemiche nel Paese. Il portavoce del ministro dell’Interno aveva cercato di spegnerle affermando che Seehofer aveva espresso un’opinione personale.

In Germania vivono 4 milioni di musulmani la cui religione, secondo la Merkel, appartiene alla nazione. L’Islam, per la cancelliera tedesca, non può essere negato in Germania.

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