Cronaca

Isis assalta fan club Real madrid: uccisi 16 tifosi

Il calcio è contro l’Islam, quindi tifosi e calciatori vanno eliminati. Questo è il pensiero dell’Isis che in Iraq, precisamente a Balad, città nel nord del Paese, ha fatto irruzione in un fan club del Real Madrid ed ha scatenato l’inferno. Il bilancio del raid dei miliziani dello Stato Islamico parla di 16 vittime. Fonti locali parlano di 3 persone armate che sono entrate in un caffè di Balad ed hanno iniziato a sparare all’impazzata; poi sono usciti e si sono dati alla fuga. Uno degli attentatori si è fatto esplodere in un mercato ortofrutticolo, provocando la morte di altre 4 persone. Una vera mattanza che fa riflettere ancora una volta sul credo dell’Isis, una dottrina basata sull’odio e sulla distruzione di tutto ciò che edificante per dal punto di vista psico-fisico. Il calcio, dunque, è da eliminare per lo Stato Islamico. In quel caffè di Balad si riunivano spesso i tifosi del Real Madrid, era un fan club iracheno della celebre squadra di calcio spagnola. Lo ha rivelato la versione on line di El Pais. Il blitz dei jihadisti ha causato il decesso di 12 tifosi del Real Madrid, 2 miliziani sciiti appartenenti alle forze filo-governative e 2 poliziotti. Lo Stato Islamico ha rivendicato l’attentato con un messaggio diffuso sul web. Profondo dolore nel mondo del calcio e tanta costernazione in Spagna. Il Real Madrid ha pubblicato subito il seguente comunicato:

“Il club è profondamente addolorato per il terribile attentato che ha causato la morte di 16 membri di un club del Real Madrid. I Blancos dimostrano il loro affetto e fanno le condoglianze alle famiglie e ai parenti delle vittime. Vogliamo estendere la nostra solidarietà anche a tutte le persone dell’Iraq che soffrono l’ingiustizia di questa estrema violenza”.

Per “AS”, l’obiettivo dell’Isis era proprio il fan club del Real Madrid. Il tabloid iberico ha anche riportato alcune parole proferite da Ziad Subhan, presidente del circolo dei tifosi del Real Madrid a Samarra:

“Un gruppo di terroristi dell’Is è entrato nel caffè armato di fucili Ak-47, sparando a tutti quelli che si trovavano lì. Loro non amano il calcio, pensano che sia contrario all’Islam”.

Si è detto afflitto per l’accaduto anche il presidente della Liga, Javier Tebas, che ha twittato:

“Sono costernato per l’attentato contro un fan club del Real Madrid in Iraq. Il terrorismo attacca il calcio. Siamo vicini alle vittime e alle loro famiglie. Il calcio sta diventando uno degli obiettivi del terrore, continueremo ad appoggiare il popolo iracheno”.

Molte foto diffuse on line mostrano il fan club dopo l’irruzione dei miliziani dell Stato Islamico. Si vede tanto sangue per terra. Il locale è soqquadro. Quando è avvenuto l’attentato, nel fan club c’erano circa 50 tifosi che guardavano vecchie registrazioni delle partite del Real Madrid. Un testimone a riferito all’agenzia Reuters di aver visto, ieri mattina, un presunto aggressore appeso a un palo, a testa in giù, davanti al fan club. Sarebbero stati alcuni residenti ad ucciderlo, dopo averlo scovato in un alloggio poco distante dal luogo dell’attentato. I residenti hanno aggiunto di aver bruciato vivo il miliziano dell’Isis dopo la confessione. Un funzionario dell’intelligence ha confermato questa versione.

Stavolta l’Isis ha attaccato il mondo del calcio, ha voluto  ferire uno sport molto seguito in tutto il mondo. Tutti i calciatori del Real Madrid, oggi, giocheranno col lutto al braccio in segno di cordoglio e rispetto. Il madridismo di tutto il mondo è addolorato per quello che è avvenuto in Iraq e non dimenticherà mai le 16 persone morte nell’attentato. Il calcio e lo sport, ricordiamolo, sono luoghi di pace e armonia: nessuna forma di terrorismo potrà mai scalfire ed incutere timore nel mondo dello sport e del calcio.

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