Cronaca

Italiani che vivono in Inghilterra: la favola di Matteo Asioli

italiano-matteo-asioli-londraLa storia di Matteo Asioli, un 34enne di Rimini trapiantato in Inghilterra, sembra proprio una favola. Matteo vive da molti anni in un paesino vicino Londra, ha una famiglia e 3 figli. E’ ben integrato e rispettato ma non dimentica le radici, non dimentica l’Italia. Lo testimoniano le sue abitudini, come mangiare pizza e fare colazione con la ‘Gazza’. Quando viaggia in metro Matteo sembra uno dei tanti businessman inglesi, invece nelle sue vene scorre sangue italiano. Asioli è solo uno dei tanti ragazzi che ce l’ha fatta a ‘sfondare’ all’estero, ad assicurarsi una vita dignitosa che l’Italia oggi non può garantire.

‘Ho avuto solo un gran culo’

Nonostante una laurea alla London School of Economics, Matteo Asioli si sente italiano e invita le persone a non prenderlo come esempio. A chi gli domanda come ha fatto ad affermarsi nel Regno Unito risponde: ‘Ho avuto solo un gran culo’. Forse. Matteo si è rimboccato le maniche, ha svolto tanti mestieri e alla fine si è ritrovato in uno degli studi legali più prestigiosi del mondo. ‘Fortuna audaces iuvat’, recita un antico adagio. Ecco, Asioli è stato fortunato ma si è anche dato da fare a Londra. Inizialmente, quando si era trovato a Broadwalk House, Matteo era quasi impaurito. Era molto giovane e impreparato.

Laurea in management e legge

‘Avevo fatto il pr in discoteca, ma non vale. Mi so vendere bene, è vero, ma all’inizio sono stato anche fortunato. Poi però la laurea l’ho presa davvero, in management e legge. Quasi con il massimo dei voti’, afferma il 34enne italiano che ha costruito, a suon di sacrifici, una carriera e un’esistenza più che dignitosa. E pensare che quando era arrivato in Inghilterra non aveva neanche un centesimo in tasca.

Un ruolo importante, anzi fondamentale, nella vita di Matteo lo riveste Laura, la moglie e madre dei suoi figli: ‘E’ grazie alla mia Laura, che è mezza italiana ed è cresciuta a Pescara, se oggi sono qui. Quando ho deciso di trasferirmi, nell’autunno del 2007, non avevo un soldo. Sono finito a lavorare come commesso proprio grazie a lei. Un modo per mantenermi e fare esperienze… Avevo vissuto qua quasi due anni, dal 2005, come volontario per la mia chiesa. Sono cristiano, ma appartengo alla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi Giorni. Quelli che comunemente vengono detti mormoni’, ha detto Matteo, che oggi vive a Witham, nell’Essex, una cittadina che dista circa un’ora da Londra’.

Matteo Asioli non intende tornare in Italia, per ora

Matteo non vuole assolutamente abbandonare le sue vecchie abitudini perché l’Italia, anche se non gli ha consentito di realizzarsi sul versante lavorativo, ce l’ha sempre nel cuore. I più grandi tesori di Asioli, oltre alla moglie, sono i figli Gianluca (7 anni), Alessandro (5 anni) e Giulia, nata pochi mesi fa: ‘Sono loro la mia gioia più grande… Se fossi rimasto in Italia forse oggi non potrei permettermi questa vita, avere figli è diventato quasi un lusso da noi’.

Il 34enne sa bene che con la Brexit tutto è diventato difficile per chi non è inglese ma confessa che non ha nessuna intenzione di tornare in Italia: ‘Spero mi facciano restare: ho un lavoro da professionista, mia moglie e i miei figli hanno passaporto britannico, e in fondo anche io ho dato il mio contributo economico a questo Paese. Amo l’Italia, ma oggi mi spaventerebbe farli crescere in un posto dove è sempre più difficile seguire, e far fruttare, i propri talenti. Quando avranno finito il loro percorso formativo, decideranno cosa fare. In autonomia’.

Speriamo che questa storia la leggano anche i nostri amici politici, ovvero coloro che hanno l’obbligo di rappresentarci e difenderci. Non è bello essere costretti a scappare per acciuffare una vita decente.

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