La metafora di Sonny Olumati che rimpicciolisce la Raggi

By | 20 gennaio 2018

La domanda di Sonny Olumati a Virginia RaggiFare una domanda scomoda alla Raggi può costare caro, può costare la graticola mediatica. Lo sa bene Sonny Olumati, uno studente di Medicina di colore col cuore romano. Un ragazzo semplice che ama la città in cui vive e sogna lo ius soli. Sonny è apparso spesso anche in trasmissioni televisive. L’unica colpa di Olumati è stata quella di aver posto una domanda, sotto forma di metafora, alla Raggi. Una domanda intelligente che ha fatto infuriare la Raggi e tutti i grillini.

Il quesito del ragazzo

La domanda posta da Sonny alla Raggi è semplice e comprensibile. Una domanda illuminante sulla gestione pentastellata della Capitale.

“Se io sono a Roma e porto la macchina a lavare e la persona che si prende cura di fare questo servizio dice ok ci penso io. Se poi io torno dopo un’ora e la macchina è ancora sporca e lui mi risponde: ‘E vabbè era troppo sporca’, io da romano gli rispondo: ‘Questo è il lavoro tuo’. Questa è la questione: cosa vogliamo fare? Capisco quello che dice, le amministrazioni precedenti e tutte le scusanti. Ma si aspettava che Roma gliela consegnavano profumata? Non è un’ammissione in sé di non saper gestire la situazione?”, si è chiesto il giovane Olumati.

Molti recriminano a Sonny di aver messo con le spalle al muro la Raggi, di averla infangata. Infangare? Ma adesso porre una semplice domanda a un politico vuol dire ‘infangare’?

Il post di Sonny su Facebook

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Dopo aver ricevuto insulti, anche pesanti, Sonny ha scritto sul suo profilo Facebook: ‘Da ieri sera, subito dopo aver posto una semplice domanda alla sindaca di Roma Virginia Raggi, la solita macchina del fango della politica italiana si è messa in moto. Sono stato investito da una valanga di illazioni, falsità ed i soliti insulti razzisti: quelli non mancano mai, per fortuna…’.

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