Lazio: sequestrati 2 milioni a Diabolik, capo ‘Irriducibili’

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Lazio, sequestrati beni a Diabolik, capo Irriducibili

Le Fiamme Gialle hanno sequestrato beni per un valore di circa 2 milioni di euro a Diabolik, al secolo Fabrizio Piscitelli, capo degli “Irriducibili”, noto gruppo di tifosi della Lazio. Il sequestro dei beni è avvenuto proprio stamani.

La misura è stata adottata al termine di innumerevoli indagini iniziate nel 2013, ovvero dopo l’arresto di Diabolik, latitante da molto tempo, a cui venivano contestate molte attività illecite. Fabrizio Piscitelli, secondo gli inquirenti, avrebbe promosso e supportato economicamente traffici di droga proveniente dalla Spagna. Gli inquirenti sostengono che il capo ultrà della Lazio è un “soggetto pericoloso da oltre 25 anni, nei quali è vissuto costantemente all’insegna della prepotenza e della sopraffazione sul prossimo, indifferente ai numerosi provvedimenti di Polizia adottati nei suoi confronti”. Tra i reati commessi da Diabolik nell’arco della sua lunga carriera da criminale, ricordiamo anche le numerose estorsioni ai danni del presidente della Lazio Lotito. Tali condotte abiette sono costate a Piscitelli una condanna per tentata e reiterata estorsione aggravata.

Riferendosi alle illecite attività svolte da Diabolik, gli investigatori hanno spiegato:

“In tale contesto, emergeva tra l’altro come le società commerciali gestite e collegate alla tifoseria laziale fossero lo strumento per veicolare cospicui guadagni, anche illeciti, derivanti essenzialmente da attività violente ed estorsive”.

Tra i beni sequestrati nelle ultime ore a Diabolik ci sono una splendida casa a Grottaferrata (Roma), un conto corrente e una polizza assicurativa. Una vita intrisa di criminalità e Lazio quella di Fabrizio Piscitelli, capo ultrà che, prima di andare in prigione, faceva la bella vita: viveva in immobili lussuosi ed aveva splendide auto. Gli inquirenti hanno iniziato ad interessarsi di Diabolik perché il suo tenore di vita era molto alto, e comunque non corrispondente al reddito dichiarato, decisamente basso. Il capo ultrà degli Irriducibili della Lazio aveva fatto molti acquisti in diverse zone dei Castelli Romani sfruttando i nomi della moglie e della figlia.

Una delle maggiori fonti di arricchimento di Piscitelli era senza dubbio la droga: ha importato grossi quantitativi di hashish dalla Spagna e per questo è finito in manette. Diabolik è finito in carcere proprio per la sua passione per la Lazio. Mentre era latitante in un appartamento a Casalotti invitò alcuni amici a vedere una partita del club biancoceleste a casa sua, ordinando delle pizze. Gli amici di Piscitelli, però, erano braccati dagli agenti dell’operazione Ginko che, successivamente, beccarono Diabolik e lo portarono in carcere.

Gli inquirenti hanno anche scoperto che il capo degli Irriducibili della Lazio aveva anche contatti con elementi di spicco di clan della camorra.

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