Legata al letto e violentata per anni davanti ai figli nati dagli stupri

By | 22 novembre 2017

Una 29enne romena adesso è libera, si trova in una comunità protetta, lontano da quell’orco che l’ha segregata e stuprata per 10 anni in una baracca di Gizzeria, in provincia di Catanzaro. In quel casotto la ragazza doveva convivere con insetti e topi. Il convivente, un 52enne, l’aveva legata al letto e non faceva uscire mai. Un decennio di reclusione e sevizie. Sono orribili le foto scattate dai carabinieri di Catanzaro al luogo dove una giovane romena ha vissuto per 10 anni. Tanta sporcizia, letti in cartone e secchi della spazzatura usati come bagni. Uno scenario che ha fatto rabbrividire i militari. Quell’orco 52enne non si limitava a segregare la 29enne; la stuprava in continuazione davanti ai figli di 9 e 3 anni, tra l’altro nati dagli stupri.

La scoperta agghiacciante dopo un normale controllo

Il brutale 52enne che ha tenuto legata a un letto la 29enne, impedendole di uscire ed incontrare la gente, è stato arrestato dai carabinieri della Compagnia di Lamezia Terme. L’uomo, vecchia conoscenza delle forze dell’ordine, deve rispondere di riduzione in schiavitù, maltrattamenti in famiglia, e violenza sessuale pluriaggravata.

La vicenda sarebbe venuta alla luce grazie a un normale controllo. Il 52enne guidava la sua auto ed era stato fermato dai carabinieri, insospettiti dalle pessime condizioni della vettura. Con l’uomo c’erano i figli. L’orco si era rifiutato di fornire l’indirizzo del suo luogo di residenza. I militari, allora, l’avevano seguito, scoprendo che viveva in un capanno sporco, angusto e privo di bagni. Ma la scoperta più sconcertante è stata la 29enne legata al letto.

Ferite suturate con filo per la pesca

Durante le indagini, i carabinieri hanno arguito che le gravi ferite sul corpo della romena erano state provocate dal 52enne. Il bruto avrebbe poi ricucito le lesioni con una lenza da pesca.

Niente incontri con estranei, niente cure dei medici, neanche durante la gravidanza. Solo dolore e tormenti per la 29enne, ex badante della compagna del calabrese, poi morta. 10 anni di segregazione totale, 10 anni di stupri e patimenti. La giovane passava le sue giornate su quel letto di cartone, insieme all’orco e ai figli, che la picchiavano spesso.

Secondo gli inquirenti, il 52enne obbligava i figli a malmenare la mamma. Se non lo facevano, venivano aggrediti.

Adesso l’orco calabrese è detenuto presso il carcere di Catanzaro, in attesa di una decisione della magistratura. La 29enne invece è libera: si trova in un posto protetto con i figli, bimbi che le ricorderanno sempre le violenze subite perché ne sono il frutto.

Quell’energumeno non si era limitato a confinare la romena in quel capanno, ma la violentava in continuazione. La 29enne è stata una delle tante vittime di stupri in Italia.

Lo stupro è indubbiamente uno dei reati più odiosi. L’Italia è una delle nazioni dove, ogni anno, vengono commessi più stupri. Bisogna precisare che il fenomeno è ancor più grave rispetto a quello che viene riportato da siti e tabloid perché non tutti gli stupri vengono denunciati, anzi quella che balza agli onori delle cronache è solo la punta dell’iceberg.

L’Istat ha comunicato che solo il 7% degli stupri viene denunciato. Il motivo? Le vittime hanno timore di fare i nomi degli aguzzini; inoltre spesso le violenze si registrano tra le mura domestiche.

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