Legge Basaglia compie 40 anni: la chiusura dei manicomi

By | 2 maggio 2018

Legge Basaglia: manicomi chiusi 40 anni faSono passati 40 anni dall’approvazione della legge 13 maggio 1978, detta ‘legge Basaglia’, eppure la maggior parte dei suoi principi devono essere attuati. La legge Basaglia, che stabilì la chiusura dei manicomi, è ancora un ‘provvedimento in potenza’ non essendo mai stato attuato a dovere. Non a caso l’anno scorso Nerina Dirindin e Luigi Manconi avevano presentato in Senato il disegno di legge 2850 ‘Disposizioni in materia di tutela della salute mentale volte all’attuazione e allo sviluppo dei principi di cui alla legge 13 maggio 1978, n. 180’.

La vita dei malati di mente in Italia

Non sono pochi 40 anni, eppure il legislatore italiano non ha saputo attuare nel migliore dei modi la legge Basaglia. Chi soffre di patologie psichiche, in Italia, non si trova certamente in una nazione che tutela tutti i suoi diritti.

Manconi e la Dirindin hanno così stilato un disegno di legge collaborando con molti ‘addetti ai lavori’, come psicologi, psichiatri e associazioni che ogni giorno lavorano per migliorare la vita dei malati di mente e garantire i loro diritti.

Il Forum Salute Mentale ha evidenziato la necessità di un cambiamento sul piano della tutela dei malati psichiatrici, ricordando che lo Stato destina poche risorse ai centri di salute mentale, che tra l’altro sono pochi in Italia.

‘La legge Basaglia non si è limitata a sopprimere l’ospedale psichiatrico sancendone l’inadeguatezza quale istituto di cura per chi soffre di disturbi mentali ma ha delineato pionieristicamente il sistema di servizi di assistenza psichiatrica senza e oltre il manicomio. La legge n. 180 del 1978 radica nell’ordinamento italiano un sistema di assistenza reticolare su base territoriale’, recita la relazione di accompagnamento al disegno di legge.

Strutture lager

Purtroppo nel Bel Paese qualcuno non ricorda che la legge Basaglia ha mandato in pensione la vecchia ed erronea equivalenza malattia mentale – pericolosità, chiamando in causa i servizi sociali. In Italia ancora si scoprono strutture lager, dove i malati psichiatrici vengono sottoposti ad abusi pensanti e seviziati. La chiusura dei manicomi dove portare una ‘ventata’ positiva in Italia, invece sembra che sia cambiato poco, o nulla.

Bisogna superare le lacune applicative della legge Basaglia, legge con cui l’Italia si distinse in Europa e nel mondo sul piano dell’assistenza alle persone con problemi di mente.

Franco Basaglia: psichiatra visionario

Ecco, il legislatore oggi dovrebbe partire dai principi di tale legge e fare, agire, migliorare la vita dei pazienti psichiatrici. Franco Basaglia, fautore della legge, era uno psichiatra visionario, nonché docente, che guardava oltre. Per lui il malato psichiatrico non era un ‘matto’ da emarginare ma una persona bisognosa di cure e assistenza.

Basaglia riteneva che i malati di mente non vanno segregati nei manicomi, perché chi ha problemi di mente non va trattato con l’emarginazione. Non si emargina nessuno ma si assiste.

La psichiatria è cambiata notevolmente dopo la legge Basaglia. Il malato di mente, almeno in linea di principio, non è un soggetto estraneo alla società dei sani ma parte integrante del tessuto sociale; il paziente psichiatrico ha, come tutti, dignità e non merita di essere rinchiuso per il resto della sua vita nella camera di un manicomio.

I ‘matti’, prima della legge Basaglia, erano condannati a una vita di clausura tra quattro mura, inferriate alle finestre e sbarre. Spesso, in tali strutture non finivano solo i malati mentali ma anche soggetti sani di mente, come minori con deformazioni fisiche o troppo vivaci.

 

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