Legge ius soli in Senato, urla e spintoni: Fedeli ferita

By | 15 giugno 2017

Ius soli, bagarre al Senato: Fedeli in infermeriaCaos e spintoni in Senato durante la discussione della legge sullo ius soli. Tanti senatori si sono messi a gridare e diversi sono rimasti feriti. Una giornata da dimenticare in Parlamento. Gli esponenti della Lega Nord hanno contestato il ddl sulla cittadinanza che contempla lo ius soli e, secondo alcuni esponenti del Pd, avrebbero spinto con forza la ministra Fedeli contro le sedie e il tavolo. I leghisti avevano in mano molti cartelli. La ministra avrebbe riportato diverse ecchimosi e ferite, curate nell’infermeria del Senato.

Grasso espelle Volpi, poi ci ripensa

I leghisti, oggi, si sarebbero opposti anche fisicamente al ddl sulla cittadinanza. A ricevere botte e spintoni anche Gian Marco Centinaio, Tosato, Crosio e Consiglio. Momenti di estrema agitazione in Aula. Sono volati anche insulti. Il presidente del Senato Grasso è stato raggiunto anche dal ‘vaffa’ di Raffaele Volpi. Questo si era indignato perché Grasso aveva preferito dare la parola al relatore Salvatore Torrisi e non a Roberto Calderoli.  Davanti a quell’insulto, il presidente del Senato aveva espulso Volpi, facendolo poi rientrare. I leghisti sono contrari allo ius soli. Eloquenti le scritte sui cartelli ostentati oggi al Senato, come ‘Stop immigrazione’ e ‘Prima gli italiani’.

La sinistra prova a cambiare volto all’Italia

La sinistra sta facendo il possibile per cambiare volto all’Italia. Con l’approvazione della legge sullo ius soli, ogni anno nel Belpaese nascerebbero 60.000 nuovi italiani. Tutto ciò non va giù alla Lega Nord e a Forza Italia, secondo cui la legge sulla cittadinanza attuerebbe una sorta di ‘sostituzione etnica’ degli italiani da parte degli immigrati. Giudicando che, ogni anno, in Italia nascono moltissimi bimbi stranieri, se passasse la legge sullo ius soli diventerebbero immediatamente cittadini italiani 800.000 persone.

Forza Italia e Lega sono contrari allo ius soli e possono beneficiare dell’appoggio del M5S. Questo aveva annunciato di non aver votato il ddl alla Camera, sottolineando che avrebbe fatto lo stesso anche al Senato. I grillini hanno scritto sul blog di Beppe Grillo: ‘Tenuto nel cassetto per due anni da una maggioranza contro natura, che temeva scossoni al suo interno, oggi viene tirato fuori per dare un minimo contentino alla sinistra che Renzi torna a blandire’.

Lo ius soli, ovvero il riconoscimento della cittadinanza a chi nasce in Italia, è stato il casus belli al Senato. Il MoVimento ha deciso di astenersi dal voto perché conferire la cittadinanza italiana a chi nasce sul territorio italiano equivale al conferimento della cittadinanza europea, quindi sarebbe bene discutere su un tema così importante in primis a livello europeo, in modo da garantire una certa uniformità a livello legislativo.

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