Luigi Di Maio tacciato di populismo ad Harvard, le risposte perfette

By | 4 maggio 2017

Il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, è stato il protagonista, la scorsa notte, del convegno intitolato ‘Capire il Movimento 5 Stelle e il ruolo della democrazia diretta in Italia’, presso la Harvard University di Boston, nel Massachusetts. L’esponente del M5S ha risposto a numerose domande, spesso imbarazzanti, ed ha saputo difendersi bene anche da diversi haters che lo avevano tacciato di populismo.

Luigi Di Maio: un pericolo per l’Europa?

Ad organizzare il convegno americano incentrato sul M5S e sulla democrazia diretta in Italia non sono stati gli studenti americani di Harvard ma quelli europei, in particolare dallo ‘Yes Europe Lab’, ovvero un laboratorio formato dagli studenti del Vecchio Continente per fare luce e tenere alta l’attenzione sui fatti che avvengono in Europa. Il moderatore dell’evento di Boston, non appena ha introdotto Di Maio ha detto, all’inizio, che l’ateneo era stato criticato per aver accolto un personaggio considerato un pericolo per l’Europa, sottolineando che ‘un populista considerato di destra non lo abbiamo mai avuto’. A un ragazzo che lo aveva accusato di essere un pericolo per l’Europa, Luigi Di Maio ha replicato che non è certo l’obiettivo del M5S scardinare l’Ue, anzi il suo fine precipuo è quello di ricondurla ai suoi principi fondanti. L’esponente pentastellato ha poi delineato quelli che, poi, rappresentano alcuni punti del programma del MoVimento, come il contrasto della povertà e della disoccupazione.

La firma sul libro degli ospiti di Harvard: foto su Instagram

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Un grillino ad Harvard per un giorno. Il giovane e famoso Luigi Di Maio ha attirato l’attenzione di molti studenti del celebre e prestigioso ateneo americano, nelle ultime ore. Gli sono stati rivolti tanti quesiti ma le risposte sono state sempre esaurienti. I tentativi di farlo ‘cadere’ sono risultati vani. Il vicepresidente della Camera ha annunciato che, prossimamente, verrà eletto il candidato premier del M5S e, subito dopo, verranno mostrati coloro che, in caso di trionfo alle elezioni politiche, diventeranno ministri. Lo scopo del MoVimento, secondo Di Maio, non è fare populismo ma dare sfogo al grande potenziale italiano, purtroppo oggi ‘soffocato’ dalla corruzione.

Alla fine dell’intervento ad Harvard, Di Maio ha pubblicato su Instagram uno scatto che lo ritrae seduto, mentre appone la sua firma sul libro degli ospiti del rinomato ateneo americano. Prima di recarsi negli Usa per partecipare al convegno sul M5S e sulla democrazia diretta, Di Maio aveva scritto su Facebook di essere onorato dell’invito, aggiungendo che avrebbe portato negli States ‘la voce di tutti gli italiani’.

Prima di incontrare la comunità italo-americana ad Harvard, il grillino trentenne aveva fatto visita al Massachusetts Institute of Technology per osservare tante innovazioni tecnologiche in via di sperimentazione.

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